Recentemente avrete forse sentito parlare molto della SOPA statunitense, scampata per un pelo.

La ACTA, di cui si è iniziato a sentir parlare da parecchio tempo ormai, al contrario, è appena stata sottoscritta dall’Unione Europea, ed è molto peggio della sopracitata SOPA.

Leggete l’articolo ed i collegamenti. Se vi va di pregare i potenti di fare i buoni, c’è anche una petizione… Se ve la sentite, firmatela, ma non aspettatevi che il potere rinunci per sempre alla propria natura di esercitare se stesso… Un’altra petizione è stata messa online sul sito di Avaaz. Quindi, consiglio di non fare solo affidamento sulle autorità e di iniziare ad interessarsi a sistemi che permettano di mettersi al riparo. Sistemi pensati appositamente per avere una elevata fault tolerance e resistere ad attacchi anche di tipo censorio, come ad esempio le reti decentrate. Rifiutare qualsiasi software che non sia libero, qualsiasi apparecchio che funzioni mediante software proprietario o che includa sistemi di contrrollo e tracciamento come il DRM e di farsi tracciare e profilare da grossi sistemi centralizzati come Facebook e Google.

Vedi:

Riporto dal blog marco’s box.

L’Unione Europea ha sottoscritto oggi a Tokyo il trattato ACTA ovvero Anti-counterfeiting Trade Agreement un trattato globale anti contraffazione il cui scopo è avere una unica normativa mondiale in materia di contraffazione.
Questo accordo da il potere ai titolari dei diritti di ottenere dai provider tutti i nominativi di chi stia violando i loro diritti bypassando l’autorità giudiziaria.

In pratica i grandi colossi diventano così giudici, giuria e boia.

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Il decreto liberalizzazioni è una vera miniera di nefandezze. Più ci scavi, e più ne escono. Ecco infatti, dopo le carceri private, la liberalizzazione dei depositi di scorie radioattive. La Sogin, ente gestore, non dovrà più chiedere permesso ai comuni interessati per creare nuovi depositi di scorie radioattive. Massì… perché dover sempre avere questo impiccio di di chiedere alla popolazione il permesso per ogni cosa? La democrazia è così inefficiente!

Da linkiesta.it

Articolo di Mauro Ravarino

Un piccolo comma nel decreto sulle liberalizzazioni riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo può installare dove vuole i depositi senza il parere ora discriminante delle istituzioni locali. Effetto nimby a parte, il problema è che così si rischia di andare verso la creazione di tanti depositi (in gran parte rendendo stabili quelli ora provvisori). Intanto i deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (a Saluggia c’è l’85% delle scorie italiane) pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, bollando la decisione come «inaccettabile». Con la mappa dei depositi di scorie radioattive in Italia.

Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. L’articolo 25 (accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) vorrebbe dare impulso al decommissioning e rendere più facile l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. «Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio, instancabile antinuclearista piemontese di Legambiente, che se non avesse setacciato ogni angolo del decreto non avrebbe scovato una norma sfuggita ai più.

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Riporto, da crisis.blogosfere.it

Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell’art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.

Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.

Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.

Leggetelo, lo trovate qui.

Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che

al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastrutturae per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.

Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.

C’è dell’altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.

In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto “privatizzazioni”, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.

Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.

Bel libro, scritto a più mani, che tratta di un argomento sul quale c’è molta ignoranza e poco desiderio di conoscere. Pochissimi conoscono la storia dei popoli Rom e Sinti, quello che hanno passato e che sono costretti a passare anche ora. Nonostante questo, chiunque ha un’opinione su di loro. È un libro importante, anche perché attuale, scritto nel 2009, dopo le varie leggi sull’immigrazione, i “pacchetti sicurezza”, e varie campagne elettoarli che facevano leva sulla paura delle persone per gli stranieri (per quanto i rom ed i sinti, in buona parte, abbiano la cittadinanza italiana, nonostante non vengano trattati allo stesso modo degli altri cittadini italiani).

Il libro riporta ciò che si è potuto risalire sulla storia di questi popoli, nei documenti degli stati con cui sono entrati in contatto (la tradizione rom e sinta è sostanzialmente orale, quindi, molta della loro storia passata viene persa fra le generazioni). In un paio di capitoli, che purtoppo, non essendo pratico di diritto, ho trovato abbastanza pesanti, si esaminano le varie leggi che coinvolgono stranieri. Nei capitoli successivi viene raccontato e spiegato lo sterminio scientifico, operato dal regime nazista e da quello fascista italiano, nei confronti dei popoli rom e sinti. Un genocidio che si svolse in parallelo a quello ben più noto degli ebrei, ma meno conosciuto… forse perché, come si afferma, “degli zingari, dopotutto, non importa nulla a nessuno”. Questo argomento viene trattato anche in un documentario su due DVD, intitolato “A forza di essere vento” e pubblicato dalla Editrice A.

Si prosegue riportando testimonianze di successo di integrazioni fra le culture in alcuni comuni e città italiane e continua con un bel capitolo, scritto da Djana Pavlovic, attrice, attivista rom e mediatrice culturale, per concludersi con il racconto dell’esperienza estremamente positiva della scuola elementare di Monserrato.

Penso che la lettura di un libro simile sia fondamentale per avere almeno una minima idea di ciò di cui si parla, quando si tratta di rom e sinti.

Il libro è pubblicato dall’editrice Ediesse.

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Un paio di sere fa mi è capitato di andare a cena con degli amici. Scherzi e battute varie sugli ingredienti delle pizze e sulla quantità di carne in aggiunta, che alcuni si fanno mettere sopra per compensare il fatto che io non ne mangio, si arriva presto ad una questione interessante. Uno di loro, con l’approvazione di altri, sostiene che non mangerebbe mai carne di animali cacciati, ma che al contrario mangia quella degli animali allevati perché, ad opinione sua e di quelli che l’approvavano, essi sono nati per quello scopo. A quel punto, gli domando se sia meglio per una animale nascere e vivere imprigionato per tutta la vita, al solo scopo di vernire poi ucciso, oppure vivere liberamente, godersela, acooppiarsi, organizzarsi in gruppi, fino a quando non arriva un cacciatore ad ammazzarlo. La domanda l’ha lasciato senza parole, poi ha ripiegato ancora sull’idea dello scopo, ed allora gli ho chiesto chi avesse deciso quello scopo. Lui rimane titubante, probabilmente perché, sapendo che non sono credente, temeva che rispondendo “Dio” avrebbe fatto partire un’altra discussione, quindi il discorso finisce lì. Non ho voluto insistere.

Volendolo invece continuare, secondo me, sarebbero emerse alcune cose molto semplici ma interessanti. Prima di tutto, uno scopo esiste solo in presenza di una volontà precedente. Lo scopo della forchetta, come strumento, nasce dalla volontà del suo costruttore di avere un mezzo che gli permetta di infilzare il cibo comodamente. Qualcuno ha bisogno di uno strumento atto a quello scopo, e quindi s’inventa la forchetta. Ma lo scopo di una roccia quale sarebbe? La roccia è un oggetto formatosi spotaneamente in seguito ad una serie di cause ed interazioni fra materia, che sono fuori dal controllo e dalla volontà dell’uomo. La roccia diventa uno strumento, ed acquisisce uno scopo, quando una persona desidera esercitare la propria volontà e ritiene che quella roccia possa servirgli.

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Vi segnalo questa bella paginetta dove vengono elencati una serie di progetti e servizi liberi. Un posto dove guardare se si cerca qualche servizio, prima di darsi alle alternative proprietarie.

http://libreprojects.net/

Grazie a liv, che me l’ha segnalato in un commento sul post di Duck Duck Go.

Con l’occasione, vi indico alcuni altri servizi, scoperti da stregaa.

Tutti questi servizi si caratterizzano per il rispetto nella riservatezza degli utenti, che non viene mai sacrificata in favore del profitto.

Vedi anche:

Segnalo questa serie di articoli, scritti dai Rudi Mathematici, che spiegano in modo approfondito e divertente, come funzionano i sistemi elettorali, i calcoli per la rappresentanza dei collegi, come le coalizioni e cambi di partiti possano modificare notevolmente il risultato del calcolo degli stessi voti e come, una volta ottenuto il potere, i calcoli utilizzati e la distribuzione delle rappresentanze possano pesare parecchio sull’approvazione delle leggi.

Leggendo questo, ci si rende conto che spessissimo, il valore del voto popolare è ampiamente sopravvalutato. Esso non è che una parte, delle molte, che concorrono ad eleggere i poteri ed a permettere il loro funzionamento.

Gli articoli sono stati scritti nel periodo da giugno 2010 a novembre 2010.

Riporto il primo articolo ed i link ai successivi.

I sistemi elettorali (I): Il sistema bipolare

Bene, dovreste quantomeno apprezzare la nostra sovrumana delicatezza. In quest’estate incipiente, a meno d’una settimana dall’inizio della kermesse calcistica che governerà le extrasistoli di una miliardata abbondante di persone, avremmo potuto avere gioco facile parlando di calcio, classifiche e alberi  d’incrocio per partite ad eliminazione diretta. Ma sarebbe stato disonesto, eccessivamente facile, e a noi le cose facili piacciono poco.

Così, approfittiamo dal fatto che – salvo scrolloni imprevisti – le prossime tornate elettorali sono abbastanza distanti, vi chiamiamo ad una lunga avventura: la scoperta degli oscuri meccanismi alla base  dei sistemi elettorali. Anche solo dal punto di vista matematico (per quello politico non ci pronunciamo) dovreste trovare degli imprevisti…

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Qualunque riferimento a fatti realmente accaduti è puramente causale.
La Redazione

Per giocare con le elezioni, per prima cosa ci servono un paio di partiti; per evitare risentimenti, la decisione del CdR è stata quella di fondarne alcuni, in funzione delle necessità di calcolo (note anche come “i pressanti bisogni della Nazione“). La cosa forse è andata un po’ oltre le aspettative, ma possiamo garantirvi che ci siamo divertiti da matti.
Cominciamo con un caso semplice, che a complicarsi la vita c’è sempre tempo. Read More

Oggi, sul motore di ricerca Google, è apparso un simpatico omaggio per il sessantesimo anniversario della prima pubblicazione di Stanislaw Lem.

Si tratta di un giochino che riprende i personaggi ed alcune situazioni presenti nei racconti di Cyberiade. Su di esso, e sul suo autore ho parlato molto in questo blog.

Possiamo trovarvi i due inventori robotici Trurl e Klapaucius, e sono riuscito a riconoscere l’enorme ed ottusa macchina calcolatrice a più piani, la macchina in grado di creare qualsiasi cosa inizi per “N” e qualche ricordo riguardo ad un pianeta cubico (forse i “ferrolini”?).

Il gioco è molto simpatico e composto di tre livelli con semplici enigmi logici e di abilità. Si conclude con un’animazione che riprende il primo racconto del libro.

Probabilmente il giochino rimarrà disponibile solo per oggi, quindi consiglio agli appassionati di Lem, di andare presto a dargli un’occhiata. :)

C’è poco da stare allegri riguardo alle dimissioni di Berlusconi. Ci sono almeno due motivi, il primo toccherà tutti quelli che speravano di avere “giustizia” o almeno rivalsa nei suoi confronti: nel cosiddetto maxi-emendamento pare che abbia posto delle condizioni che, probabilmente, salveranno nuovamente lui e le sue aziende (tra l’altro, scopro ora che anche la Lega Nord, mentre pubblicamente si mostrava contraria alla manovra, ha voluto avere la propria parte, facendo introdurre la liberalizzazione della vendita di armi da guerra leggere ai privati…). Ad altri, fra cui me, questo interessa ben poco, dato che ritengo più utile che la gente impari a riconoscere in anticipo i pericoli, e li eviti, piuttosto che riesca ad ottenere vendetta quando ormai il danno è stato fatto.

Ciò che mi preoccupa di più è quello che ci dovremmo aspettare dal suo, calato dall’alto, successore.

Se ci informiamo sul passato di Mario Monti, possiamo trovare per chi lavorava e lavora ancora: la Commissione Triletareale di David Rockefeller, Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg.

Gli uomini Goldman Sachs hanno una caratteristica: vengono prestati alle istituzioni. Spesso hanno lavorato come advisor: consigliano alla banca come fare affari con i beni pubblici privatizzati.

Gli appassionati di fantascienza distopica e del cyberpunk, avranno dei (s)piacevoli deja-vu notando che la direzione in cui andiamo, è proprio quella decadente nella qualle i governi non contano più nulla e tutto è gestito da banche e corporazioni. Il sistema economico mondiale, non è mai stato eletto da nessuno e le politiche e le decisioni che vengono prese all’interno di esso, non nascono da volontà popolare.

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