Questo è sicuramente il libro più divertente che mi sia capitato di leggere da quando lessi saga della Guida Galattica, ed il più allucinato da quando mi feci fuori mezza bibliografia Philip K. Dick! Stanislaw Lem è incredibilmente acuto e spiritoso. Questo libro, che mi sono letto tutto d’un fiato ieri notte, oltre a contenere situazioni da crisi di risa, si presta anche ad una interpretazione satirica del presente.
Riporto il riassunto della quarta di copertina (non vi preoccupate, non contiene spoiler):
La farmacopea adesso è il libro della vita, l’enciclopedia dell’essere, l’alfa e l’omega. Non c’è nemmeno da pensare a possibili sconvolgimenti, perché abbiamo il rivoltol, l’opposizional e l’estremina. Un celebre astronauta partecipa all’ottavo Congresso di Futurologia. Arena del congresso: un Hilton Hotel di dimensioni ciclopiche, in Costaricana. Centinaia di esperti e luminari dipingono scenari, si scannano amichevolmente sulla catastrofe urbanistica, alimentare, energetica che imperversa nel mondo. L’Hilton pullula di eventi, convention, simposi, mentre fuori, per le strade, impazza la rivoluzione. Sperduto fra le segretarie in topless del raduno degli Editori Liberati, morigerati Collezionisti di Fiammiferi, esimi psichiatri, nel mezzo dei “lavori” l’astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicottero dell’esercito americano e alloggiato in una casa di cura. Lì, viene ibernato. Passa qualche decennio, e nel luglio 2039, Tichy – questo è il suo nome – riprende coscienza in un mondo, ovviamente, molto diverso. Un mondo pieno di marchingegni diabolici e invenzioni sorprendenti, in cui tuttavia non sono i robot, o le “informazioni” a dominare la scena. Tutto, in realtà, sembra in balia di prodotti chimici di ogni genere e specie. Ecco vapori che modificano scenari, vernici che fungono da vestiti, soprattutto farmaci in grado di alterare la percezione della realtà. Vuoi discutere con te stesso su qualsiasi argomento? Pillole di duettina: sdoppia la personalità. Problemi religiosi, esistenziali? Teocontactol, oppure allahinodislamina. La tua città ti fa schifo? Urbafantina o costruttol, e i palazzi cambieranno come d’incanto..
Un paio di passaggi:
Ogni oratore aveva a disposizione quattro minuti per esporre le sue tesi, un tempo molto lungo, considerato che dovevano essere presentate centonovantotto relazioni di sessantaquattro paesi. Per accelerare i tempi, ognuno doveva leggere le relazioni per conto proprio prima della seduta. L’oratore si esprimeva esclusivamente per mezzo di cifre, esponendo in questo modo i passaggi chiave del suo elaborato. Per semplificare la ricezione di così ricchi contenuti, tutti avevamo sintonizzato i nostri registratori portatili e minicomputer e proprio fra loro sarebbe dovuta avvenire una fondamentale discussione. Stanley Hazelton, della delegazione USA, irritò immediatamente la sala, ripetendo con insistenza: «4, 6, 11, da cui deriva 22; 5, 9, ergo 22; 3, 7, 2, 11 da cui deriva di nuovo 22!!» Qualcuno si alzò urlando che tuttavia 5, eventualmente 6, 18 e 14; Hazelton eluse repentinamente l’obiezione, spiegando che in ogni caso 22. Cercai nella sua relazione la chiave numerica e venni a sapere che il numero 22 significava catastrofe definitiva.
…Stantor raggiunse l’ufficiale che dirigeva la difesa dell’albergo e da lui venne a sapere che presto sarebbero sopraggiunti aerei dotati di bampe, ossia Bombe d’Amore per il Prossimo (BAP); e in effetti ci fu ordinato di sgomberare la piazza. […] Dopo un minuto i parossismi d’amore fraterno assunsero carattere di massa. Davanti ai miei occhi i poliziotti, strappatisi le maschere dal viso, sciogliendosi in ardenti lacrime di pentimento, imploravano in ginocchio il perdono dei dimostranti; infilavano nelle loro mani i propri robusti manganelli supplicandoli di picchiare sodo. Dopo un ulteriore bampardamento, quando la concentrazione di aerosol crebbe ancora di più, i poliziotti si precipitarono a gara ad accarezzare e abbracciare chiunque capitasse. Il corso di tali avvenimenti fu ricostruito, e solo in parte, diverse settimane dopo la tragedia. Il governo aveva deciso, fin dal mattino, di soffocare sul nascere i preparativi del colpo di stato, immettendo nella torre dell’acquedotto circa settecento chili di bitranquillite di iperbonite, nonche precarezzina con felicitol.