…la smetterei di fare il brontolone, forse! :-D
Dal sito dell’Associazione Luca Coscioni:
Don Gallo sul caso Englaro: chi parla di «omicidio» è idolatra fuori dalla Chiesa
«Una elle ultime encicliche di Pio IX diceva che il primato della coscienza personale è dottrina certa nella nostra Chiesa. Perché questa violenza contro il padre di Eluana? Siamo molto vicini al fascismo»
Roma – Ma allora non c’è salvezza? Non ci sono vie d’uscita per questa storia che contiene il caso di Eluana, non sembra. Pare, e l’Avvenire di ieri lo testimonia con l’assolutezza delle sue argomentazioni a proposito dello stop all’alimentazione col sondino, che esista solo un fronte etico armato di precettazioni, e non contino il dolore, la sofferenza, la tenerezza di chi cede al linguaggio di questa centralità umana spodestata. Ecco che si produce altro dolore supplementare, indesiderato, mentre la gran bolla mediatica sull’argomento illumina paradossalmente proprio questo vecchio-nuovo frontismo, durissimo, lo sponsorizza.
Crudeltà involontaria, don Gallo? Non so. Certo, meraviglio di fronte a quanti riescono ad usare il termine “assassino” per parlare del padre di Eluana. Una delle ultime encicliche di Pio Nono diceva che il primato della coscienza personale nella nostra chiesa apostolica è dottrina certa. Quindi, chi sostiene il contrario è un eretico. Altrimenti come si farebbe a insegnare il Padre Nostro? Un amico biblista sostiene che non dovremmo recitare “Padre nostro” ma “Papà”. La coscienza personale non è infallibile, ma va rispettata…
Ci si aggancia al concetto di sacralità della vita per motivare l’assalto alla sentenza della Cassazione… Posizione fragile, non sta in piedi. Una delle prefazioni della liturgia dei defunti quando si riferisce alla morte dice espressamente: “Vita mutatur”, non “Vita tollitur”, non c’è frattura, semplicemente la vita cambia, non viene eliminata. Dove sta questa “sacralità”, da dove viene?
L’Avvenire non ha dubbi, in proposito… E invece l’Osservatore Romano ha abbassato i toni, lo trovo un buon segno. Ma chi sono questi che gridano che l’unico comportamento giusto è tenere il sondino? Affermano una verità assoluta difendendo una fisiologia minima di sopravvivenza artificiale rispetto a una morte naturale, il contrario di ciò che dicono di voler sostenere. E non c’è università teologica che metta in discussione il primato della coscienza personale. Quel padre va lasciato in pace, quindi anche e soprattutto per la dottrina della Chiesa e non messo alla berlina con violenza… Ecco: temo che qualcuno si stia sostituendo a Dio e al suo immenso amore proprio tra chi ora grida con quella violenza “non toccate quel sondino”.
Forse il modo in cui si sostengono questi punti di vista lasciano intravedere relazioni di potere che corrono sotto la presunzione dell’etica… Guarda, io amo la mia Chiesa, amo e rispetto i miei vescovi e le mie osservazioni, le mie constatazioni vorrei fossero intese proprio come gesto d’amore. Ma questi signori che spesso non sono preti, rischiano di giocare alla teocrazia, dicono: questa è la volontà di Dio. Ma questa è idolatria, è fuori dalla dottrina della mia Chiesa. Così è accaduto per l’aborto, per la procreazione assistita che ho difeso con il mio voto dopo aver detto al mio vescovo: eminenza, io vado a votare perché questa è la democrazia, altro che far fallire il quorum, e la democrazia sta tutta nella nostra Costituzione che è repubblicana, non privilegio di pochi, a proposito delle relazioni di potere. Una Costituzione per una Repubblica laica, ve lo devo dire io? Glielo devo dire io alla Lombardia dove per questo caso non esiste un solo presidio disponibile? Ma siamo matti? Che fa lo Stato? Se ha a disposizione dieci medici obiettori, deve trovarne uno che tuteli il diritto costituzionale…
Costituzione azzoppata, quindi, libertà limitata, allora; e poi, cosa c’è dietro questo sondino? Una affannosa rincorsa del fascismo. Sai cosa voglio dire quando parlo di fascismo? Mi riferisco a due concetti, “empietà” e “violenza”. Empio è ricorrere alla definizione di “omicidio” quando si vuol bollare il caso Englaro, ma in particolare la discrezione con cui il padre della ragazza si fa interprete della volontà della figlia quando difende l’eliminazione del sondino. Mi vien da dire ai miei vescovi: rispettate le leggi, soprattutto. Queste leggi non obbligano ma consentono. La Corte di Cassazione ha solo affermato un principio costituzionale che va rispettato da tutti, altrimenti non si può pretendere di evitare l’obiezione secondo cui la Chiesa interviene aggressivamente nella vita di questo Stato democratico…
Non ti sembra che l’evento mediatico lavori a costringere il legislatore in un ambito in cui la libertà di coscienza sarebbe in grado di dare le risposte più dolci e sensate? La risposta dovrebbe stare nel rapporto tra medico e paziente. Se esistesse una medicina calda e umana. Ma quel rapporto manca e anche questo attiene alle relazioni di potere nella nostra società. Benché il potere terapeutico sia in crisi, così come quello teocratico della Chiesa. Non si riflette sul rapporto tra vita e morte, non c’è educazione alla prevenzione, non c’è abbastanza amore per l’uomo.
l’Unità
di Toni Jop
Data: 17 Novembre, 2008 – 13:00