Les litanies de Satan – Charles Baudelaire

Quella che riporterò è la versione originale in francese, e tradotta in italiano, della poesia Les litanies de Satan di Charles Baudelaire. Assieme ad essa, un videoclip con una interpretazione della stessa, da parte della cantante d’avanguardia Diamanda Galás.
Molta gente ha accusato, a causa di una conoscenza superficiale dei suoi lavori e della sua storia, Diamanda di satanismo.
La Galás, come lei stessa ha sempre dichiarato riguardo ai propri lavori, ha utilizzato la figura del diavolo come archetipo per rappresentare gli emarginati e gli esiliati. Ed è un simbolo molto forte – come lo sono le interpretazioni vocali della cantante – specialmente per chi fin dalla nascita è immerso nella nostra tradizione, che pesca dai miti cristiani ed ebraici.

Secondo essi, Satana è il primo degli esiliati, l’angelo scacciato dal paradiso per l’affronto di voler sfidare Dio.

Nelle opere che descrivono il demonio con toni compassionevoli e non dispregiativi, esso appare come un analogo di Prometeo, il titano che amava l’umanità e che rubò a Zeus lo scrigno contenente l’intelligenza e la memoria, per donarle agli uomini, e che venne per questo punito. Questa analogia si può facilmente affiancare al mito biblico della cacciata dal giardino terrestre, anche se la cacciata di Lucifero, avviene cronologicamente prima del furto dall’albero della conoscenza del bene e del male.
Ciò che fa Diamanda, è prendere la figura molto forte e simbolica di Satana come icona per gli emarginati e coloro che hanno osato sfidare un potere più grande di loro, avendo la peggio.

Nella sua carriera, successivamente, si è concentrata sui dolori e le piaghe che colpiscono l’umanità, in modo particolare alla sofferenza ed all’isolamento che subivano gli individui colpiti dal AIDS (in particolare, ascoltate l’album Vena Cava), esprimendo, con il suo cantato lancinante, un dolore che arriva dal profondo, da livelli dell’essere che sono i più primordiali ed irrazionali.

Ô toi, le plus savant et le plus beau des Anges,
Dieu trahi par le sort et privé de louanges,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Ô Prince de l’exil, à qui l’on a fait tort
Et qui, vaincu, toujours te redresses plus fort,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui sais tout, grand roi des choses souterraines,
Guérisseur familier des angoisses humaines,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui, même aux lépreux, aux parias maudits,
Enseignes par l’amour le goût du Paradis,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Ô toi qui de la Mort, ta vieille et forte amante,
Engendras l’Espérance, — une folle charmante!

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui fais au proscrit ce regard calme et haut
Qui damne tout un peuple autour d’un échafaud.

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui sais en quels coins des terres envieuses
Le Dieu jaloux cacha les pierres précieuses,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi dont l’oeil clair connaît les profonds arsenaux
Où dort enseveli le peuple des métaux,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi dont la large main cache les précipices
Au somnambule errant au bord des édifices,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui, magiquement, assouplis les vieux os
De l’ivrogne attardé foulé par les chevaux,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui, pour consoler l’homme frêle qui souffre,
Nous appris à mêler le salpêtre et le soufre,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui poses ta marque, ô complice subtil,
Sur le front du Crésus impitoyable et vil,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Toi qui mets dans les yeux et dans le coeur des filles
Le culte de la plaie et l’amour des guenilles,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Bâton des exilés, lampe des inventeurs,
Confesseur des pendus et des conspirateurs,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Père adoptif de ceux qu’en sa noire colère
Du paradis terrestre a chassés Dieu le Père,

Ô Satan, prends pitié de ma longue misère!

Prière

Gloire et louange à toi, Satan, dans les hauteurs
Du Ciel, où tu régnas, et dans les profondeurs
De l’Enfer, où, vaincu, tu rêves en silence!
Fais que mon âme un jour, sous l’Arbre de Science,
Près de toi se repose, à l’heure où sur ton front
Comme un Temple nouveau ses rameaux s’épandront!

— Charles Baudelaire

O tu, degli Angeli il più bello e sapiente,
Dio privato di lodi e tradito dalla sorte,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Principe dell’esilio, cui hanno fatto torto,
e che, battuto, ti risollevi ancor più forte,

o Satana pietà del mio lungo soffrire!

Tu che sai tutto, del mondo infero sovrano,
guaritor familiare delle angosce umane,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che anche i lebbrosi, i paria maledetti,
attraverso l’amore al Paradiso avvezzi,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che dalla Morte, antica e forte amante,
generasti la Speranza, una pazza attraente!

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che al proscritto dai sguardo calmo e fiero,
che attorno alla forca danna un popolo intero,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che sai in che angoli di terre invidiose
nascose il Dio geloso le pietre preziose,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu la cui vista acuta sa gli arsenali profondi
dove il popolo dei metalli seppellito dorme,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu la cui larga mano nasconde i precipizi
al sonnambulo che vaga sul ciglio degli edifici,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che, magicamente, rendi cedevoli le ossa
al vecchio nottambulo ebbro, pestato dai cavalli!

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che, per consolare l’uomo fragile che soffre,
ci hai insegnato a mischiar salnitro e zolfo,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che metti il tuo marchio, complice sottile,
sulla fronte di Creso, impietoso e vile,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Tu che in cuore alle fanciulle e negli occhi
metti culto della piaga e amor degli stracci,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Bastone agli esiliati, lampada agli inventori,
confessor degli impiccati e dei cospiratori,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Padre adottivo di chi, da nera collera accecato,
dal Paradiso terrestre Dio Padre ha scacciato,

o Satana, pietà del mio lungo soffrire!

Preghiera

Gloria e lode a te, Satana, nell’alto del Cielo,
ove regnasti, e nel profondo dell’Inferno,
dove, vinto, sogni in silenzio!
Fà che un giorno, sotto l’Albero della Scienza,
l’anima mia ti riposi accanto,
quando i suoi rami si spanderanno,
quale nuovo tempio
sulla tua fronte.

— Charles Baudelaire

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2 risposte a Les litanies de Satan – Charles Baudelaire

  1. Anonimo scrive:

    Satana non fu scacciato subito dai cieli ma secondo delle profezie che puoi vedere nella Bibbia fu scacciato molto dopo, e non perchè da essere più buono diDio volesse aiutare Adamo ed Eva, ma per farli morire, perchè come insegna la Genesi che forse tu o altri non hanno letto il peccato entrò nel mondo e la morte per mezzo del peccato, quindi credo che Satana non avesse delle cosi belle intenzioni nei nostri confronti. Quindi non confondiamo un omicidio come quello commesso da Lucifero( che tra l’altro in tutta la Bibbia non compare scritto il nome) con gli intenti di sfidare i dominatori degli emarginati. La poesia è una cosa…..la realtà un altra

  2. Masque scrive:

    Grazie della puntualizzazione. La mia interpretazione si rifaceva ad una interpretazione romantica di Lucifero, abbastanza diffusa, che lo accomuna al mito di Prometeo.

    Se non erro, una simile interpretazione è data anche dall’organizzazione de La Chiesa di Satana, fondata da Anton LaVey. Motivo, forse, per il quale la Galas è stata talvolta “accusata” di satanismo. Chissà se Roman Polanski aveva ricevuto simili accuse per via di Rosemary’s Baby, per il quale, tra l’altro, si era avvalso della consulenza dello stesso LaVey… Vabbeh, divagazioni… :)

    Se si esamina la Bibbia come libro mitologico, si possono azzardare diverse interpretazioni. Ovviamente c’è l’interpretazione ufficiale, dettata dalla Chiesa Cattolica, quella che i credenti ritengono come “realtà” oggettiva. Ma anch’essa è frutto di secoli di reinterpretazioni, aggiustamenti, censure, concili che hanno poco di spirituale e filosofico e molto di politico, e via dicendo. La stessa interpretazione dei testi sacri, nei secoli, è stata influenzata dalle situazioni politiche e sociali del periodo storico in cui veniva fatta. Come saprai, già in partenza esistevano più versioni della bibbia. Attualmente si usa la bibbia della CEI, la quale deriva dalla Vulgata. Se ti può interessare l’argomento, ti consiglio la lettura del libro “Storia della filosofia occidentale” di Bertrand Russell.

    Riguardo alle manipolazioni fatte, tempo fa avevo trovato questo sito molto interessante: http://www.utopia.it/

    Questo invece, per quanto riguarda il come talvolta venivano prese le decisioni durante i concili: http://neuroneproteso.wordpress.com/2009/08/27/come-risolsero-la-questione-dellincarnazione/

    Questo per quanto riguarda la possibilità attuale di poter avere una interpretazione reale ed oggettiva del testo sacro. Ovviamente da un punto di vista distaccato, non coinvolto. Un punto di vista che non mi potrei permettere di avere e che non vorrei avere, se fossi un fedele. :)

    Quanto al resto, l’interpretazione che ho dato, aveva lo scopo di spiegare il brano della Galas (ed in generale la sua motivazione ed il suo approccio all’arte) e la sua intepretazione della poesia di Baudelaire, la quale non è altro che un’altra interpretazione di un mito biblico. :-)

    Se Baudelaire ha interpretato erroneamente, oppure lo ha fatto la Galas, oppure io, è tutt’altra questione. Ma qua, parliamo di arte e quindi, per forza di cose, di reinterpretazione della natura e della cultura attraverso la sensibilità e l’intelletto dell’artista.

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