Ho appena finito di vedere il film che racconta del processo che aveva condannato ingiustamente a morte i due italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, accusati di rapina ed omicidio e mandati sulla sedia elettrica, nonostante tutte le prove si fossero dimostrate false, e fossero stati trovati i veri colpevoli del crimine. Il processo, per l’accusa ed il governatore, si era trasformato in un esempio da dare alla gente, perché i due erano “colpevoli” di essere immigrati ed anarchici.
Ascoltare i discorsi del governatore e dell’accusa, è stata un’esperienza spaventosa. Gli stessi discorsi e gli stessi argomenti che si sentono anche ora, in questo paese, a novant’anni di distanza. Fra gli Stati Uniti razzisti del 1920 e l’Italia del 2010, cambiano solo gli arredamenti, il vestiario, e poco altro…
Il film è realizzato molto bene, ma la cosa straordinaria è l’interpretazione dei due attori protagonisti, veramente perfetta. La colonna sonora è di Ennio Morricone e Joan Baez.
Questo è il trailer del film:
La lettera di Nicola Sacco al figlio.
Ed il discorso di Bartolomeo Vanzetti (Gian Maria Volonté), prima della condanna a morte:

un film bellissimo. eccellente interpretazione di Gian Maria Volontè.
un storia assurda quella di Sacco e Vanzetti.
recentemente, mi sono messo a guardare altri film con Gian Matia Volonté. è davvero un attore incredibile.
sul film di Sacco e Vanzetti, la cosa impressionante che ho notato, è che ancora oggi capita di vedere gli atteggiamenti razzisti e di ascoltare gli stessi discorsi che si sentono nel film.
un ingiustizia com’è successa a loro, è ancora possibile che accada… magari lontano dalle cronache.
noi oggi possiamo fare lo stesso per tutte quelle persone che girano, in italia che cercano lavoro e la loro identità, sono tutti gli extracominitari che per hanno speso i loro risparmi per arrivare nella nostra ” America”. Loro non sanno niente di quello che succede da noi, e non sanno che cosa è successo durante il corso della nostra storia Italiana.
Pertanto succede la stessa cosa che succedeva un secolo fà al tempo di Sacco e Vanzetti, per gli italiani che arrivavano in America……… i modi e i tempi sono diversi ma la logica è la stessa, un popolo che crede che da noi si possa stare meglio, avremmo potuto aiutarLI nel loro luogo da dove provengono, sarebbe stato molto meglio… ma così non è successo, l’integrazione è in corso, e c’è poco da fare…
Però essere macchiati di razzismo è un attimo, infatti è facile predicare di aiutare il prossimo, e stare a vedere ma quando ce nè tanti che girano affamati, che cercano la giusta integrazione, e adesso che c’è crisi anche per noi, il problema richia di aumentare, penso che il Vaticano che professa la carità Cristiana dovrebbe ingigantire le proprie facoltà di aiuto e gestire alla meglio questo problema che fra poco raggiungerà dei limiti esasperati.
Al contrario, penso che dovrebbero essere più le persone comuni ad aiutarsi fra loro. Il discorso della lettera di Nicola Sacco, lo dice bene…
Dovremmo diventare indipendenti dalle ricche istituzioni statali, capitaliste e religiose. Fintanto che si dipende da esse, si rimane sempre alla loro mercé, come degli infanti che dipendono dai genitori per ogni cosa.