A proposito di social media

Spero di non diventare noioso continuando a riportare articoli esterni… Ultimamente, su “A” ne stanno uscendo un gran numero che trattano di argomenti a cui mi sono interessato. In questo caso si tratta di reti e social network.

L’articolo è scritto dal gruppo di ricerca Ippolita, lo stesso che pubblicò due libri già segnalati su questo blog: Open non è free e Luci e ombre di Google.

Si potrebbe dire che Facebook e Google (mediante tutti i suoi servizi) siano attualmente i due strumenti di social engineering meglio realizzati e più efficaci.

A proposito di social media

di Ippolita

«Open non è free, e pubblicato non è pubblico».

Sono passati diversi anni da quando Ippolita insisteva sulla necessità di distinguere l’apertura al «libero mercato» propugnata dai guru dell’open source economy dalle libertà che il movimento del free software continua a porre a fondamento della propria visione dei mondi digitali (1). «Il Software libero è una questione di libertà, non di prezzo» (2). L’Open Source si occupa esclusivamente di definire, in una prospettiva totalmente interna alle logiche di mercato, quali siano le modalità migliori per diffondere un prodotto secondo criteri open, cioè aperti. La giocosa attitudine hacker della condivisione fra pari veniva cooptata in una logica di lavoro e sfruttamento volta al profitto e non al benessere, sterilizzandone la potenzialità rivoluzionaria vissuta e individuata da Richard Stallman: «Freedom 3: Freedom to contribute to the community».
Anche la successiva analisi di Google, un tentativo chiaramente egemonico di «organizzare tutta la conoscenza del mondo», si muoveva nella stessa ottica (3). Ovvero, mostrare come la logica open, coniugata alla filosofia dell’eccellenza accademica californiana, trovasse nel motto «Don’t be evil» la scusa per lasciarsi cooptare al servizio del capitalismo dell’abbondanza, del turbocapitalismo illusorio della crescita illimitata. La favola è che more, bigger, faster sia sempre meglio. Tomorrow is another day, e sarà un giorno migliore, perché in sottofondo cova la fede nel miraggio incarnato dal bottone «mi sento fortunato»: una tecnica per definizione buona, figlia di una ricerca scientifica disinteressata, soddisferà tutti i nostri bisogni e desideri, immediatamente e senza sforzo, con un semplice click del mouse.
Purtroppo, questa pretesa di totalitarismo informazionale è meno ridicola di quanto potrebbe apparire. Appurato che non c’è più nulla da produrre, e soprattutto che la crescita illimitata è una chimera anche nel mondo digitale, la rincorsa al prossimo inutile gadget luccicante e rigorosamente touch screen potrebbe vacillare, la crisi di crescita dovrebbe essere dietro l’angolo. Un minimo di consapevolezza dovrebbe soffiare sul nostro mondo esausto: invece di crescere correndo verso il baratro con le cuffie a tutto volume potremmo cominciare a guardarci intorno, guardarci in faccia, parlarci, scambiarci ciò di cui abbiamo bisogno, immaginare e costruire insieme qualcosa di sensato.

  1. Ippolita, Open non è free – comunità digitali fra etica hacker e libero mercato, Elèuthera, Milano, 2005 free copyleft download http://ippolita.net/onf.
  2. La filosofia del Free Software: http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.it.html.
  3. Ippolita, Luci e ombre di Google – futuro e passato dell’industria dei metadati, Feltrinelli, Milano, 2007 free copyleft download http://ippolita.net/google. […]

Continua su “A”…

Aggiungo qualche altro link interessante riguardo a Facebook:

Nel caso voleste rimuovervi da Facebook, sul sito riuscirete a trovare la pagina adatta solamente andando a cercare in una remota sezione della guida on-line. Alla faccia della correttezza e della trasparenza. La disattivazione dell’account, più a portata di mano, infatti non eliminerebbe i vostri dati, ma soltanto la possibilità di accedere ancora al vostro account. Tutti i vostri dati rimarrebbero pubblici e, ovviamente, di proprietà di Facebook (come d’altronde lo erano sin dal momento dell’accettazione del contratto, all’iscrizione).

Questa è la pagina per eliminare il proprio account: Facebook – Delete my account. L’eliminazione avverrà dopo 14 giorni, durante i quali non dovrete in nessun modo fare l’accesso.

In questa pagina, viene spiegata più dettagliatamente la differenza fra disattivazione ed eliminazione: How to permanently delete your Facebook account.

È divertente osservare le contraddizioni negli atteggiamenti delle persone. Solleva il caso di Echelon (già dimenticato da molti) e buona parte delle persone protesteranno in difesa della propria privacy. Crea un portale accattivante e convinci la gente che sia “figo” pubblicare tutti i propri affari e le proprie reti di amicizie ed affiliazioni, e faranno la fila per regalare la propria vita privata ad un’azienda a scopo di lucro, pur non conoscendola e non sapendo che uso verrà fatto delle informazioni date. :-D

…scrivo questo, da ex utente di Facebook e Google che, dopo aver pensato per un po’ e tratto le proprie conclusioni, ha deciso di eliminare la propria iscrizione da entrambi.

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2 pensieri su “A proposito di social media

  1. Pingback: Iniziativa per una rete finalmente libera – FreedomBox « Il neurone proteso

  2. Pingback: Il web da solo non basta « Il neurone proteso

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