Duck Duck Go
Ho scoperto che Ixquick non è l’unico motore di ricerca progettato con l’idea di proteggere la privacy degli utenti e che si sia dato una linea etica che imponga di non tracciare né memorizzare alcun dato degli utenti che lo utilizzano (neppure l’indirizzo IP). Fra le mie scoperte recenti ci sono Scroogle, che permette di fare ricerche su Google anonime e prive di banner pubblicitari e DuckDuckGo.
Quest’ultimo l’ho scoperto dal changelog di Midori, un browser leggero per GNU/Linux. DGG è diventato il suo motore di ricerca predefinito. Lo sto utilizzando da un paio di giorni con estrema soddisfazione. Lo sviluppatore, Gabriel Weinberg, l’ha progettato, oltre che per proteggere la privacy degli utenti, anche per fornire loro risultati soddisfacenti e presentarli in modo chiaro. Si appoggia ad altri motori di ricerca, ed ha un proprio crawler che si occupa di indicizzare i siti web. I risultati che appaiono, vengono ordinati in modo intelligente, così da permettere di trovare quello che si cerca nelle prime posizioni. È anche in grado di filtrare i risultati di quei siti costruiti commerciali costruiti appositamente dalle aziende per pubblicizzare i propri prodotti apparendo fra i primi risultati di Google quando si cercano opinioni su qualche prodotto, presentando false recensioni costruite, oppure quando si fanno ricerche non direttamente rilevanti. Il motore ha anche delle caratteristiche inedite. Ad esempio permette di fare rapidamente delle ricerche su altri siti mediante delle scorciatoie. In questo modo, se volessi cercare qualcosa su DeviantArt, potrei semplicemente scrivere ciò che desidero seguito da !da, se volessi cercare la sintassi di un comando di php, scriverei il comando, seguito da !php, per cercare dei torrent sui vari motori di ricerca, mi basterebbe usare !isohunt, !tpb, !torrentz… e via dicendo. Facendo una normale ricerca è in grado di suggerirti eventuali comandi utili. Il motore è anche in grado si svolgere calcoli complessi dalla casella di ricerca, conversioni, rispondere a domande come “calories in 2 eggs”, “number of bones in human”, “distance philly to london”, generare numeri casuali, password, mostrare il colore corrispondente alle stringhe usate comunemente in html (es: #fa5634 ), codici ASCII e numerose altre cose. …e per i nerd totali è possibile fare ricerche e navigare fra i risultati con gli stessi tasti che si usano con vi (niente da fare per i seguaci di emacs a quanto mi risulta). Purtroppo non da ancora la possibilità di fare ricerche dirette di immagini, ma per quella si può ripiegare su Ixquick.
La sensazione è di avere davanti un motore con le stesse potenzialità d’innovazione che aveva Google al momento della sua nascita. Caratteristiche che sta via via perdendo da quando è diventato un colosso multinazionale, sepolte fra un centinaio di servizi sempre più pervasivi, pubblicità, profitto e minacce alla privacy degli utenti.
Vi consiglio la visione di questa pagina illustrata dove viene spiegato perché ad un utente dovrebbe interessare non venire tracciato da un motore di ricerca: Google tracks you. We don’t. Mentre su questa pagina viene illustrato il meccanismo del filtraggio dei risultati, che li rende illusoriamente accurati, mentre in realtà si tratta dei risultati che più probabilmente accontentato l’utente, confermando i suoi gusti: Escape your search engine Filter Bubble!
Sono disponibili plugin per tutti i browser più comuni e per chi non lo sapesse già, viene spiegato anche come modificare il motore di ricerca predefinito di Firefox/Iceweasel/IceCat (quello che viene richiemato quando si scrive una stringa diversa da un indirizzo nella casella degli indirizzi). Inserite come indirizzo about:config per andare nella configurazione avanzata, cercate il parametro keyword.URL ed cambiate il valore mettendo http://duckduckgo.com/?q= (https se si vuole usare una connessione sicura) al posto della stringa che richiama Google. La stessa cosa si può fare anche con Epiphany, il browser predefinito di GNOME. Aprite gconf-editor e modificate la stringa /apps/epiphany/general/url_search scrivendovi http://duckduckgo.com/?q=%s.
Il risultato di una ricerca in DDG appare così.
Su questa pagina trovate una lista di altre recensioni, tutte positive: Help spread Duck Duck Go.
Vedi anche: Ixquick, Luci e ombre di Google.

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Lo uso con soddisfazione da un mesetto. Se ne parla anche in questo articolo (http://markon.netsons.org/2011/08/07/privacy-online-si-puo/), che fra l’altro mi ha fatto scoprire questo servizio mail: http://lavabit.com/
Potrei provare a dargli una possibilità, così magari riesco una volta per tutte a recidere il cordone che mi tiene legato a Big G: Gmail. :)
DDG è davvero ottimo. L’ho conosciuto dopo aver usato per un po’ Ixquick (altro metamotore che non traccia gli utenti) e lo trovo molto più semplice da usare. Per chi è abituato all’immediatezza di Google, DDG è l’ideale.
Mi è piaciuto l’articolo che hai segnalato e Lavabit sembra interessante. Potrei provarlo, anche se questo farebbe incazzare nuovamente tutti i miei amici, che sono stufi di vedermi cambiare indirizzo email ogni anno. :D
Al momento sto usando GMX, che non ha nulla di particolare riguardo alla privacy, tranne non essere Google, Hotmail, o Yahoo.
Ah. Ho letto il libricino su Stirner e la controcultura hacker. Mi è piaciuto molto! Devo approfondire Stirner, perché l’avevo sottovalutato. L’ideologia di Stallman, sotto il filtro del pensiero di Stirner prende sfumature che non avevo notato prima. Quella di Stirner è un’idea di liberà più intima e non scomponibile. Mi è piaciuto il modo in cui formalizza in due parti la controcultura, fase della rivolta e fase “religiosa”, anche se non mi piace il modo in cui usa i termini. Tende ad essere confusionario per chi non sa già in che modo lui l’intende. In questo, è decisamente all’opposto di Stallman, con la sua “ossessione” per la correttezza del linguaggio.
In effetti mi sto trovando veramente bene, e la funzione di ricerca ricette è straordinaria! http://i52.tinypic.com/29bn4fb.png :D
Lavabit sembra aver disabiltato la possibilità di creare account, per il momento. Magari riproverò più avanti.
Infine, il libretto. L’ho riletto pure io nel frattempo, e credo che in qualche modo abbia influenzato la stesura della storiella che avevo pubblicato sul blog. Ci si ritrova in maniera ampia e chiara l’idea di indipendenza dell’individuo da qualsiasi ideale che egli crea, ma che poi si ritrova a servire (cfr. divisione in fasi delle controculture).
In alternativa a Lavabit, ho trovato che anche Autistici/Inventati fornisce caselle email, non fanno analisi del contenuto, non loggano l’ip e forniscono pop3, imap e smtp su SSL. https://www.inventati.org/it/services/mail/index.html
Credo che lo prenderò in considerazione (con buona pace degli amici che mi vedranno cambiare ancora mail :D).
Mi è capitato più volte di visitare blog hostati da loro, ma non avevo mai approfondito il progetto che ci sta dietro. Qua e là per il loro sito ci sono diversi materiali interessanti, nei prossimi giorni darò un’occhiata più approfondita.
Grazie per la segnalazione!
Altro modo di ottenere caselle mail “indipendenti”: https://help.riseup.net/it/chi-siamo
Già che ci sono, segnalo anche un progetto di rete decentrata che sta muovendo i suoi primi passi in Lazio: http://www.noinet.eu/on/
entrambi molto interessanti. grazie! :))
prima o poi farò un post con un bell’elenco di servizi in rete liberi e “non traccianti”.
ps. lavabit ha riaperto le iscrizioni
Ho iniziato da poco anch’io a usare Duck, dopo averne sentito parlare sul social network Diaspora. Cercavo da tempo qualche alternativa a Google, che continuo a detestare nonostante il doodle-omaggio a Stanislaw Lem… ho sentito parlare però con una certa frequenza anche di yacy, magari proverò anche quello.
yaci invece non lo conoscevo! un motore di ricerca distribuito. finalmente l’hanno fatto! :)
grazie liv. lo proverò! :)
questa mattina ho provato yacy. purtroppo, la versione che ho provato era un po’ bacata. capitava spesso che smettesse di rispondere costringendomi a riavviare il demone.
non era malaccio. ovviamente, più lo si tiene attivo e lo si utilizza, più le ricerche diventano precise. mi sono accorto che tende a saturare la banda. penso che sia il suo crwaler.
per il tempo che l’ho usato, i risultati non erano paragonabili a quelli dei motori di ricerca a cui siamo abituati… chissà avendo un numero di peer sufficientemente alto e abbastanza tempo per farlo lavorare in background.
non sarebbe male se venisse pubblicizzato come opzione in qualche distribuzione gnu-linux.
io ho usato una versione presente nei repository utente di chakra (CCR), l’equivalente degli AUR di arch linux.
Qui http://libreprojects.net/ comunque ce n’è per tutti i gusti, non solo a proposito di motori di ricerca…
bella pagina! grazie! :)
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