Un paio di settimane fa un servizio di Report, ed ora lo dice anche Assange. Chi crede a qualcosa solo se lo dice la televisione o qualche persona famosa, adesso può dirsi accontentato.
Da Il Fatto Quotidiano: Assange: “Facebook è il più grande strumento di spionaggio al mondo”
anche gli iscritti al social network sono direttamente coinvolti nel processo di dossieraggio: infatti, aggiunge Assange, “tutti dovrebbero capire che quando aggiungono i loro amici su Facebook, stanno lavorando gratis per aiutare l’intelligence degli Stati Uniti a costruire il proprio database”.
Da Nonciclopedia: Capitan Ovvio
Se voglio sapere tutto su di te, contatti orientamento politico, religioso, reti di amicizie e via dicendo, posso arrestarti ed interrogarti, intercettare le tue comunicazioni coattamente… oppure posso inventarmi Facebook. Nei primi casi, le persone s’incazzeranno e riconosceranno l’abuso, nell’altro caso, ti daranno tutte le informazioni spontaneamente e serenamente, sentendosi anche gratificati. I primi casi siamo in grado di riconoscerli e rifiutarli, l’ultimo invece, ancora no.
Non venitemi a dire che siete persone oneste e non avete nulla da nascondere, perché questo non conta nulla. L’onestà è necessaria da entrambe le parti, ed una volta che i dati sono memorizzati e messi in relazione fra loro, nessuno può garantire che chi li possiede agirà sempre in modo corretto, o che qualcuno non lo forzerà ad agire scorrettamente. È un atto di fede quello che fate. Conoscete davvero così bene quelli a cui date le vostre informazioni personali da fidarvi fino all’eternità, o per lo meno fino alla perdita dei dati da tutti i dischi di tutti i server ridondati e da tutti i backup?
A chi crede che sia sufficiente non utilizzare il proprio vero nome nella registrazione, consiglio la lettura di due articoli. Il netizen è unico e distinguibile. Più approfondito e tecnico: A Primer on Information Theory and Privacy
Vedi anche:
- A proposito di social media
- Iniziativa per una rete finalmente libera – FreedomBox
- Il web da solo non basta
- Ghostery, Beef Taco, Karma Blocker
- Luci e ombre di Google
- Ixquick
- Duck Duck Go
- Primo comandamento Facebook, tracciare sempre (Punto informatico)
Altri vecchi articoli:
- Tutti devono sapere (che Facebook è una trappola) (A – numero 359)
- Facebook is not your friend (The Guardian)
- Top ten reasons you should quit Facebook (Gizmodo)
- More reasons why you should still quit facebook (Gizmodo)
- Facebook, capolavoro del suo azionista-ombra: la Cia (Libreidee)
- Accordo tra la polizia postale e Facebook contro i reati online (QN)
- La polizia potrà spiare su Facebook senza autorizzazione? (QN)
- Facebook’s Eroding Privacy Policy: A Timeline (Electronic Frontier Foundation)
- At Last — The full story of how Facebook was founded (Business Insider)
- In 2004, Mark Zuckerberg broke into a Facebook user’s private email account (Business Insider)
- Report: Facebook CEO Mark Zuckerberg doesn’t believe in privacy (Wired)
PS. Anche a me era piaciuto FB per un po’. Poco alla volta , però, si inizia a rendersi conto di alcune cose, e le idee cambiano.
anche io sono una no-facebook person. devo sempre ricordare agli amici di usare anche la mail per comunicare gli appuntamenti, oltre che la funzione eventi.
grazie per questo post.
una cosa scocciante infatti. il dare per scontato che tutti siano utenti su facebook ed escludere involontariamente chiunque non lo sia.
per molti, penso che l’uso della rete non vada oltre facebook e le applicazioni di google.
penso a quando nel 1995 microsoft sminuiva internet perché intendeva promuovere una propria rete privata chiamata Microsoft Network. a quel tempo, nessuno le diede retta e si pensava che una manovra del genere sarebbe stata un tentativo di limitare la libertà delle persone legandole ad un’azienda. ora con google, facebook e yahoo è stata fatta la stessa cosa. la differenza è che sono stati gli utenti a correre da loro per farsi chiudere in gabbie dorate.
ricordo ancora che quando c’era la guerra nella ex jugoslavia, le persone che vivevano in quelle zone, raccontavano al resto del mondo cosa accadeva, tramite la rete di ircnet http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Relay_Chat
ora si usa facebook, ed i risultati si vedono: http://neuroneproteso.wordpress.com/2011/03/06/il-web-da-solo-non-basta/
Diaspora rulez