Musica cosmica

Ultimamente sto ascoltando molta di quella musica che viene catalogata nel filone della Kosmiche Musik, all’interno dell’enorme pentolone del Krautrock.

Ho iniziato a pensare a cosa sia, ciò che ci da la sensazione di “cosmicità” in certa musica ed a cosa dovrebbe assomigliare una vera e propria musica cosmica. Spesso, è sufficiente che un pezzo abbia suoni elettronici, sintetizzatori, effetti di echi e riverberi, perché la nostra memoria richiami le immagini spaziali che ha precedentemente appreso dalla visione di documentari, immagini, film fantascientifici, o altra musica che ci è stato detto essere “cosmica”. Ognuna di queste caratteristiche possono sembrare avere il proprio senso di esistere: ad esempio gli effetti di echi e riverberi ci danno la sensazione di spazialità. Ma ciò che spesso ci da l’impressione di “cosmicità”, è il ricordo, cioè l’aver appreso precedentemente quello che la nostra cultura identifica come tale. Quasi nessuno può avere avuto l’esperienza diretta della vastità e del vuoto del cosmo, quindi ci si rifà alle immagini ed ai suoni derivati dalle immaginazioni e dalle esperienze altrui: documentari sullo spazio, ricostruzioni, film, e via dicendo. Questa è una cosmicità di seconda mano.

Se provassimo davvero ad immaginare cosa sarebbe l’esperienza del vuoto cosmico – tralasciando il fatto che in quella condizione moriremmo in brevissimo tempo – nel modo più diretto possibile, senza intermediazione, dovremmo considerare quello che provocherebbe in noi l’assenza assoluta di suono, di pressione atmosferica, di gravità ed una quantità ridottissima di stimoli visivi. In una situazione simile, ciò che maggiormente fornirebbe stimoli visivi, olfattivi, tattili, auditivi, sarebbe il nostro stesso corpo.

Quello che avremmo, sarebbe un’esperienza più vicina a quella che si ha in una vasca di deprivazione sensoriale. Come sappiamo, quando la mente è in assenza di stimoli esterni, può iniziare a produrre delle allucinazioni che coprano tutti i sensi di cui disponiamo.

Quello che più si potrebbe avvicinare alla musica cosmica, nel modo in cui la percepirebbe l’uomo, sarebbe inaspettatamente più introspettivo e psichedelico di quello a cui siamo abituati ad aspettarci ed immaginarci. Proviamo a pensare ai suoni ed alle melodie che ci immaginiamo di sentir emergere, quando ascoltiamo del rumore bianco; ed allunghiamo questa sensazione per un tempo infinito. Questa situazione sarebbe il corrispettivo auditivo dell’effetto visivo del ganzfeld. Il campo pieno, in contrapposizione al  vuoto totale. Lo spettro intero delle frequenze udibili, contrapposto al silenzio assoluto. Queste melodie e suoni varierebbero a seconda di un difficilmente prevedibile flusso di pensieri e sensazioni, ma che probabilmente sarebbe influenzato dai pochissimi altri deboli stimoli che ci giungono. Un lieve bagliore visivo, potrebbe produrre una modifica nell’allucinazione uditiva, come in una specie di sinestesia; allo stesso modo, potrebbero farlo i cambiamenti del proprio corpo fisico, i fluidi che vi scorrono, o le allucinazioni tattili, olfattive e gustative, in un continuo mescolarsi ed intrecciarsi di sensazioni. Anche i propri pensieri più o meno coscienti contribuirebbero alla modifica del suono. Saremmo ad un livello talmente basso di stimolazione, che qualunque cosa potrebbe causare cambiamenti determinanti nel pensiero e nella percezione. Talvolta, la mente potrebbe iniziare nuovi flussi di pensiero, fantasie o memorie che trasformerebbero la musica auto prodotta dalla nostra allucinazione, in melodie diverse o richiami di melodie conosciute.

Penso che riuscire a fare questo, porterebbe a qualcosa di molto simile a quello che potrebbe sembrare una vera musica cosmica. Sarebbe cioè, una musica generata dalla nostra mente, influenzata dall’interazione del corpo con il cosmo nel quale viene immerso per un tempo infinito.
Un gioco, in equilibrio fra fusione con il cosmo e separazione da esso. La percezione che continua ad oscillare. Oscillazioni… Schwingungen

Non so se una musica simile, anche nel filone della kosmiche musik, sia mai stata sviluppata in modo radicale. L’album dell’esordio solita di Klaus Schulze, Irrlicht, è ciò che vi si avvicina di più. A poca distanza, anche alcuni degli album successivi, Cyborg, Timewind, ed i primi album dei Tangerine Dream.

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Un pensiero su “Musica cosmica

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