C’è poco da stare allegri riguardo alle dimissioni di Berlusconi. Ci sono almeno due motivi, il primo toccherà tutti quelli che speravano di avere “giustizia” o almeno rivalsa nei suoi confronti: nel cosiddetto maxi-emendamento pare che abbia posto delle condizioni che, probabilmente, salveranno nuovamente lui e le sue aziende (tra l’altro, scopro ora che anche la Lega Nord, mentre pubblicamente si mostrava contraria alla manovra, ha voluto avere la propria parte, facendo introdurre la liberalizzazione della vendita di armi da guerra leggere ai privati…). Ad altri, fra cui me, questo interessa ben poco, dato che ritengo più utile che la gente impari a riconoscere in anticipo i pericoli, e li eviti, piuttosto che riesca ad ottenere vendetta quando ormai il danno è stato fatto.
Ciò che mi preoccupa di più è quello che ci dovremmo aspettare dal suo, calato dall’alto, successore.
Se ci informiamo sul passato di Mario Monti, possiamo trovare per chi lavorava e lavora ancora: la Commissione Triletareale di David Rockefeller, Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg.
Gli uomini Goldman Sachs hanno una caratteristica: vengono prestati alle istituzioni. Spesso hanno lavorato come advisor: consigliano alla banca come fare affari con i beni pubblici privatizzati.
Gli appassionati di fantascienza distopica e del cyberpunk, avranno dei (s)piacevoli deja-vu notando che la direzione in cui andiamo, è proprio quella decadente nella qualle i governi non contano più nulla e tutto è gestito da banche e corporazioni. Il sistema economico mondiale, non è mai stato eletto da nessuno e le politiche e le decisioni che vengono prese all’interno di esso, non nascono da volontà popolare.
Già nel ’74 la Trilaterale, un club privato dove poter discutere liberamente «senza perdersi nelle lungaggini imposte dai parlamenti e dalle burocrazie diplomatiche» denunciava «l’eccesso di democrazia» che a suo parere affliggeva il pianeta.
Ecco quindi, questo impersonale governo tecnico. Così impersonale, che sarà molto difficile che la gente possa identificarlo come nemico, nel modo in cui faceva quando al suo capo c’era un’arrogante personalità che chiedeva il culto di sé, mettendoci la faccia e facendo spettacolo ad ogni occasione. Ce ne staremo mansueti, mentre i “tecnici” continueranno l’opera d’impoverimento sociale iniziata dai loro predecessori. Rimarremo smarriti nel non riuscire ad identificare la minaccia, a causa del nostro essere immersi nell’influenza onnipervasiva della finanza e delle corporazioni, di cui siamo contemporaneamente clienti, dipendenti e sudditi, senza aver mai avuto la possibilità di scegliere se farne parte o meno. Al contrario dei governi, nei quali, almeno, si finge di dare al popolo la possibilità di scegliere tramite il voto. A differenza di prima, ora questo viene reso esplicito e ne viene imposta l’accettazione.
Il principio più incredibile che viene sostenuto [...] sarebbe quello secondo cui la politica da sola non può realizzare misure impopolari, perché avrebbe il timore di giocarsi il consenso elettorale, per cui sarebbe imperativo affidare le riforme necessarie a un governo di larghe intese, oppure al cosiddetto governo tecnico, magari sotto la direzione di un podestà forestiero.
Siamo arrivati al punto in cui, pur di liberarci di Berlusconi, siamo pronti ad accettare qualsiasi futuro? Passare dal governo della mafia e delle logge eversive, a quello dei gruppi finanziari, delle grandi banche commerciali e delle multinazionali alle quali tutto viene venduto, di privatizzazione in privatizzazione, per uscire da una crisi economica causata dalle loro stesse manovre finaziarie? Leggendo i commenti e gli articoli entusiasti apparsi ovunque, compresi i cosiddetti giornali “di sinistra”, sembrerebbe di sì. Su Il fatto quotidiano, è tutto un elogio a Monti ed al suo curriculum… ma facendo ben attenzione a non non approfondire su Goldman Sachs, Trilaterale e Bilderberg.
Alcuni dei pochi articoli non entusiasti a riguardo:
- Tutto tranne democrazia (byoblu.com)
- L’invasione (contropiano.org)
- Monti è una trappola (megachip.info)
- Grecia, un collasso targato Goldman Sachs (peacereporter.net, riprendendo un articolo da In These Times, il giornale dove scriveva anche Kurt Vonnegut)
- Come Goldman Sachs ha scommesso sulla morte per fame dei poveri. E ha vinto (ariannaeditrice.it)
- GS, la banca d’affari-vivaio dei padroni dell’universo (ilmanifesto.it)
- Monti, il governo dei conflitti d’interesse / Inchiesta (agoravox.it)
Aggiornamento 24/11/11: Dopo l’ubriacatura da dimissioni di Berlusconi, sembra che i dubbi sul nuovo tecnogoverno stiano diffondendosi.
Meno male che c’è qualcuno che esprime le mie stesse perplessità e timori.
Sai cos’è che mi sconvolge anche? Che fino a qualche giorno fa nessuno sapeva sostanzialmente nulla di questo Monti, mentre ora tutti ne parlano come fosse un vecchio amico, SuperMario addirittura… e poi tutti i giornali a scrivere che Obama approva (ma perché ci dovrebbe tanto interessare l’approvazione di Obama)?
La gente ieri festeggiava per le dimissioni di Berlusconi, convinta che finalmente il volere del popolo avesse avuto la meglio, senza rendersi conto che la caduta dell’ ormai ex premier è stata voluta dall’alto per fondare chissà quale futuro per l’Italia (…).
Beninteso, io di certo non sono mai stata berlusconiana, ma credo che ora davvero ci sia da sperare ben poco.
Certo, se i giornali (compresi quelli di sinistra) riescono a manipolare così tanto le menti della gente, riuscendo ad instillare in pochi giorni l’illusione che SuperMario sia che quello che ci serve, è anche perché il popolo italiano è reduce da anni ed anni di intossicazione mediatica – grazie soprattutto alle reti mediaset – e quindi è abituata a decodificare in maniera passiva tutto quello che questi, i media, ci propinano.
L’altra sera ho visto per una ventina di minuti il programma Matrix, ma tu non hai idea della sviolinata che i servizi hanno fatto di Monti (ne parlavano come fosse una sorta di Dio sceso sulla terra pronto a salvarci, tessendo le lodi della sua puntualità, modestia nel vestire, riservatezza, eleganza ecc.).
Comunque hai proprio ragione, sembra di leggere una di quelle storie dei romanzi di Dick in cui al comando c’è un supergoverno occulto gestito da corporazioni e simili.
Mi domando, noi, come singoli, che possiamo fare? Cercare di dipendere sempre meno dalla banche, certo, ma se domani anche per acquistare i beni di prima necessità (tipo il pane) fosse necessario usare carte di credito? Oggi già è impossibile usufruire di determinati beni se non hai la carta di credito, ad esempio per noleggiare una macchina è necessario averla, anche se ci si reca sul posto, e così per prenotare un albergo. Benissimo, volendo si può benissimo farne a meno, ma se fosse necessario per il proprio lavoro? Come si fa a svincolarsi da tutte queste catene?
P.S.:
la liberalizzazione della vendita di armi leggere ai privati è una cosa orribile.
Rischiamo di diventare una società più che mai violenta.
Ricordati le parole di Ballard… .
A proposito di violenza, ieri sono stata ad un presidio contro la caccia, a Roma, in centro. Si raccoglievano firme, si mostravano foto e si spiegava come funzionano le principali trappole usate dai bracconieri. Molti ragazzi sono venuti a firmare, tanti giovani. Meno male, un segnale positivo. Solo che ora, con questa legge, magari la gente comincerà a spararsi a vicenda (oltre che agli animali).
La liberalizzazione delle armi ci porta di un altro passo vicini alla situazione americana. La lega ne ha un doppio vantaggio. All’aumentare della violenza, potranno continuare a battere, con la loro propaganda populista, sulla paura della gente, innescando una spirale esponenziale di violenza. Torneranno le ronde? Chissà… Inoltre, avranno gioco più facile per il loro demenziale progetto secessionista. Quando Bossi sbraita di gente armata di fucile pronta a scendere in strada, o cose simili, penso che non lo si dovrebbe considerare come un provocatore/burlone/pazzo, ma come uno che davvero ha progetti simili in mente. Ricordo che ci sono state delle condanne per il tentativo di formare gruppi armati para-militari.
Non ho visto Matrix, ma non stento a crederci. Sta accadendo la stessa cosa su tutte le testate giornalistiche della cosiddetta sinistra, ed anche quelle che si dichiarano non schierate ma critiche nei confronti del governo (Il Fatto Quotidiano, ad esempio). Lo trovo disgustoso e stupido. La stupidità è quella che rende loro incapaci di accorgersi degli schemi di comportamento e delle dinamiche che stanno alla base dei personaggi che invece criticano. Basta cambiare i personaggi ed ecco che tutto si risolve, come nello sketch di Benny Hill nel quale alla bottiglia di vino schifoso viene cambiata l’etichetta.
C’è da aspettarselo. La gente sembra avere sempre bisogno di idoli, di eroi salvatori… Ed ecco che a turno adorano Bossi, Berlusconi, Prodi, Fini, Serracchiani, Grillo, Travaglio, Vendola, Renzi, Di Pietro… A beneficio di questa gente, ora si inizia a preparare il santuario di Monti.
Spero almeno che questo lo renda abbastanza visibile da sciogliere l’effetto “impersonale governo tecnico” di cui parlavo.
ps. che poi, l’approvazione di Obama ha valore solo a livello di propaganda. anche lui, ha contato pochissimo nelle politiche statunitensi da quando si è insediato.
bene, invece, per il banchetto contro la caccia! sarebbe utile, far notare anche che le stesse aziende che producono i fucili da caccia, traggono profitto dalla vendita di armi (o degli stessi fucili, come si legge nell’articolo di peacereporter) per le guerre all’estero.
Il fatto quotidiano è tutto un elogiare il nuovo capo… Quasiasi cosa ve bene purché non sia Berlusconi?
Un articolo di esempio: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/14/larghe-imprese-mario-monti/170552/
Goldman Sachs non viene nemmeno citata. Si tace per non far dubitare la gente?
E’ pure cattolico…
Sai cosa sono questi articoli? Delle veline di propaganda.
Precisamente… Se i lettori del quotidiano fossero obiettivi, con articoli simili, un giornale ci perderebbe la faccia. Specialmente dopo anni in cui sullo stesso giornale venivano denunciati i comportamenti simili di altre testate.
Ma è così difficile riconoscere lo schema? C’è bisogno, ogni volta, che salti fuori qualcuno ad indicare il singolo caso?
Tanto per aggiungere… http://www.megachip.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/7642-monti-il-berlusconi-sobrio.html
Come il giornalista fa notare, quella battuta sulla noiosità dei contratti a tempo indeterminato fatta da Monti, è dello stile di quelle battute berlusconiane che tanto facevano incazzare (tipo consigliare una giovane disoccupata di sposarsi un milionario, oppure affermare che non c’è povertà perché vede che tutti hanno almeno un cellulare…)… Eppure, adesso chi si è incazzato? Una minimissima parte di quelli che l’avrebbero fatto nel caso la battuta l’avesse fatta Berlusconi.
E quasi nessuno dei politici appartenenti alla finta opposizione.