Cercando di mettere ordine nella mia directory dove tengo libri vari, mi è saltato fuori questo breve racconto di Cory Doctorow, che non ricordavo nemmeno di avere.
Sono solo sei pagine nelle quali viene descritto un prossimo futuro possibile, il quale, perché si realizzi, è sufficiente che Google inizi ad utilizzare in modo diverso tutti i dati che ha già.
Un racconto distopico, che fa riflettere su quanto sia vano ed ingenuo fidarsi delle promesse di “non essere malvagio” fatte da chi ha già tanto potere su di te.
Il racconto si chiama Scroogled, gioco di parole tra “screw”, fottere, e Google.
Lo potete scaricare da qua: cory doctorow – scroogled
Aggiornamento 25/2/2012: Dal giorno 21 febbraio, Scroogle ha chiuso. Scroogle era un meta-motore di ricerca che permetteva di effettuare anonimamente ricerche su Google. Già da alcune settimane, le ricerche fatte attraverso Scroogle venivano bloccate da Google, e da diverso tempo, i sette server che fornivano il servizio erano stati presi di mira da diversi attacchi DDOS.
- Scroogle Says Google Is Blocking Their Privacy Search Engine
- “Scroogle.org Is Gone Forever” Says Site Owner
Vedi anche:
Un racconto agghiacciante!
Avevo in mente di postarlo pure io. ;)
Utilizzo da un mesetto i servizi del collettivo A/I (mi pare fra l’altro me l’avessi indicato tu); una bella introduzione si trova qui: http://www.scribd.com/doc/34978416/Attivismo-Hacker-Il-caso-Autistici-Inventati
Abbastanza. Personalmente, è già da un po’ che ho iniziato ad evitare tutti i servizi in rete che non mi garantiscono di non raccogliere dati su di me. La prima cosa che ho fatto, è stato togliermi da Facebook, poi sostituire i motori di ricerca ed usare sul mio browser delle contromisure per i vari codici traccianti che si trovano ovunque nelle pagine.
Su FB avevo scritto qualcosa, e spiegato come rimuovere il proprio profilo: http://neuroneproteso.wordpress.com/2010/11/02/a-proposito-di-social-media/
Ovviamente non c’è garanzia che effettivamente cancellino i tuoi dati… una volta che hai ceduto delle informazioni su di te, le puoi dare per perse, fintanto che non hai alcun potere su chi le ha raccolte.
Nei link in fondo a questo post, ci sono un po’ di altri articoli che spiegano come ridurre l’impatto di questi sistemi di accentramento ed elaborazione dei propri dati privati. :)
Forse mi ricordo dove l’ho trovato. Penso sulla pagina di scroogle… solo che da un paio di giorni non è più raggiungibile e quindi non posso verificare.
(inoltre, da qualche settimana era inutilizzabile, perché google bloccava i loro accessi)
http://it.wikipedia.org/wiki/Scroogle
Proprio in questi giorni pensavo di chiedere una casella su a/i… Ci sto mettendo molto perché devo decidere il nome e prepararmi agli insulti degli amici che trovano difficoltoso cambiare l’indirizzo del mio contatto in rubrica una volta all’anno (o ogni due anni)… quando decido di spostarmi su altri fornitori :D
@stregaa: Sai se quel libretto è scaricabile da qualche altra parte? Mi è un po’ scomodo leggerlo online, e per scaricarlo richiede una registrazione (il che, mi pare un po’ un controsenso :D).
A proposito: per un po’ non si riusciva più a trovare, in rete, la tesi su software libero e max stirner che mi avevi consigliato. Sono riuscito a recuperarla di nuovo e pensavo di metterla qua sul blog, per poter essere scaricata. Ma aspetto un po’, dato che non mi piace postare troppo fittamente.
Il problema di Scribd è appunto che richiede la registrazione e l’upload di documenti per poterne scaricare altri (a dire il vero si può anche scegliere di permettere il download libero dei propri documenti, ma è un’opzione un pò nascosta).
Il libretto posso passartelo via mail, se me la fai avere per via privata (la mia dovrebbe essere visibile quando commento qui, nelle notifiche che ti arrivano via mail).
I tipi di A/I ti complicano ulteriormente la vita, perchè oltre a farti venire il dubbio sul nome da dare alla casella mail ti mettono a disposizione un sacco di domini fighissimi, e non sai mai quale scegliere… :D
Mi sembra che FB, ad esempio, pure se ti cancelli, mantenga il diritto di preservare i tuoi dati.
Io purtroppo ho la casella di posta su gmail e il blog su blogspot, che è sempre di google.
Sulla casella di posta, sul lato destro, compaiono sempre pubblicità inerenti i vari argomenti (o singole parole) di cui ho scritto nelle email, ovviamente interpretando liberamente: se scrivo “sogno”, magari usato metaforicamente, mi arrivano pubblicità di materassi e cuscini.
Ti lascio immaginare il resto.
Spesso mi viene anche da ridere.
La cosa terribile è che ognuno di noi potrebbe essere vittima di una strumentalizzazione dei propri dati per scopi ben precisi e potrebbe venire tacciato di svolgere chissà quali attività. Ma questo succede pure se qualcuno entrasse a casa tua. Che so, io ho molti film horror e libri particolari: per il sistema potrei essere una squilibrata mentale sulla base di questi elementi. Ora è ovvio che, poiché sono una personcina tranquilla, a nessuno importa poi molto, allo stato attuale delle cose, di cosa io parli, o quali film guardi, o cosa legga, ma prova soltanto ad immaginare se domani mi trovassi coinvolta senza il mio volere in qualcosa (sai, tipo trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato) ed iniziassero a tracciare un mio profilo: uscirebbero fuori cose da matti e questo non perché lo siano veramente, ma perché qualcuno si prenderebbe la briga di farle apparire così. :-D
Intanto vivo con nove gatti, sono animalista, quindi per certuni sono un potenziale pericolo sociale. :-D
Che vuoi che ti dica Masque, bisognerebbe fare molta attenzione, ma allora non dovremmo proprio usare internet, per niente, e non usare il cellulare. Insomma… l’abbiamo già fatto questo discorso, alla fine diventerebbe un’ossessione.
Staremo a vedere: se un giorno venissero ad arrestarmi per qualsiasi motivo, vi prego, testimoniante a mio favore e, per favore, distruggi questo messaggio. :-D
Mi viene in mente una persona molto nota, famosa per l’estrema coerenza in questo tipo di questioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman
Di lui non si può certo dire che sia un retrogrado che rifiuta a priori la tecnologia (tutt’altro! con l’informatica, ci vive), piuttosto, rifiuta quelle particolari implementazioni tecnologiche che finiscono per renderti “prigioniero”. :)
Interessante.
Mi è piaciuto soprattutto quello che dice a proposito dell’importanza di usare una terminologia specifica piuttosto che un’altra per far capire bene alla gente di cosa di sta parlando e dell’importanza della questione.
Mi è piaciuto anche il suo discorso fatto in occasione della scomparsa di Steve Jobs.
Ha ragione, dovremmo essere tutti più consapevoli.
L’uso dei termini, per lui, è molto importante. Penso che sia giusto fare molta attenzione a come si comunica, dato che termini diversi per riferirsi allo stesso concetto, creano immagini mentali diverse che si collegano ad altre idee in modi diversi. Questo è già molto noto ed utilizzato nella propaganda, commerciale o politica che sia.
Riguardo all’informatica, alcuni esempi:
http://www.gnu.org/philosophy/words-to-avoid.it.html
http://www.gnu.org/philosophy/not-ipr.it.xhtml
Poi, se vuoi approfondire sul software libero:
http://www.gnu.org/philosophy/why-free.it.html
Grazie per tutti i link, poi con calma sarò ben lieta di approfondire la questione.
D’accordissimo sull’importanza dei termini scelti, è anche attraverso il linguaggio che si comunicano precise idee del mondo e i media infatti lavorano soprattutto sulla codifica e decodifica delle informazioni. Lo so bene, purtroppo.
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