aNobii: da social network a social retailer

aNobii è un social network dedicato ai bibliofili. Gli utenti pubblicano le proprie librerie, recensioni e commenti sui libri letti e possono creare gruppi dedicati a vari argomenti.

Da poco, la proprietà di aNobii è passata ad altri e sembra che ci saranno dei cambiamenti significativi. Già ora sono arrivate alcune modifiche e delle funzioni sono sparite. Da tempo, molti utenti se ne stanno lamentando. Segnalo qua il testo di un gruppo appena creato, che parla di questo. È interessante notare come queste cose rientrino perfettamente nell’analisi fatta dal libro che ho segnalato nel post precedente.

aNobii: Gruppo: Io non sono il commesso di Berlucchi!

Da “social network” a “social retailer” (commerciante sociale), questo è l’inquietante futuro che il neo amministratore delegato di Anobii, tal Matteo Berlucchi, sta preparando per il sito.

http://www.letteratura.rai.it/articoli/matteo-berlucchi-il-futuro-di-anobii/2146/default.aspx

Anobii si è sviluppato in questo modo perché è uno spazio libero, dove le persone condividono opinioni, emozioni, ragionamenti, per il puro piacere/bisogno di farlo.
Ognuno immette nel network il proprio sapere, crea relazioni, diffonde cultura solo perché gli altri possano liberamente fruirne, e per goderne lui stesso.
Nell’ottica di Berlucchi e dei suoi datori di lavoro tutto questo non è più un valore in se, ma lo è nella misura in cui viene finalizzato alla promozione, pubblicizzazione, quotazione dei loro libri da vendere.
Anobii, in pratica, viene ribaltato nella sua filosofia di fondo.

Questo gruppo è dedicato agli anobiiani che non accettano un simile cambiamento e che stanno già pensando di andarsene in ordine sparso, scoraggiati, fra l’altro, dal sostanziale sbaraccamento del sito (col blocco di alcune importanti funzioni) e dalla pessima versione beta.
E’ uno spazio per ragionare insieme sul da farsi e per non disperdere una community unita da affinità e passioni.

PS: Il nome del gruppo deriva dal raccontino iniziale

Un giorno un certo Greg costruì una grande casa piena di scaffalature. Ci mise i suoi libri e poi invitò la gente a portarvene altri, e ad usarla liberamente per incontrarsi e discutere di cultura.
Moltissimi risposero all’appello con impegno ed entusiasmo: tutti portavano i loro scatoloni e riempivano gli scaffali ancora vuoti, tanti febbrilmente catalogavano, valutavano, recensivano. Spontaneamente si crearono gruppi di affinità che discutevano, discutevano ….
C’era chi invitava a partecipare anche i suoi amici, chi portava le panchine e i tavolini, chi il quadretto o il vaso di fiori , chi serviva il tè, e questo ambiente gradevole si affollava sempre di più.
Poi un bel giorno si presentò un tizio pelato e disse:
“Salve, sono l’emissario dei nuovi proprietari !!!!”
Coro (incredulo): “Quali proprietari ???”
Tizio pelato; “Ma come, Greg non vi ha detto niente? Eppure ha venduto la baracca un anno fa !!!”
Coro (ancora incredulo, guardando Greg): “Ma Greeeeeeeg !!!!!!”
Voce nel Coro: “E’ legittimo !!! E’ legittimo !!! Cosa credevate ??? Di poter rimanere qui a scrocco tutta la vita ??? E’ la legge del mercato, e il mercato è buono e indispensabile ! Dove pensate di essere ? Nel mondo dei Puffi ? Del resto questa è casa sua e la vende quando gli pare !!!”
Coro: mugugni di disapprovazione e mugolii di assenso.
Tizio pelato: “Ehm …. veramente Greg non ci ha venduto solo casa sua …. Sapete, da una casa vuota con delle librerie vuote avrebbe realizzato molto meno. Greg ci ha venduto la casa con tutto quello che c’è dentro, tutti i vostri libri, le panchine, le fontanelle, tutto quello che avete aggiunto voi insomma , e tutto quello che la casa contiene !!!”
Voce nel Coro (con le lacrime in gola): “Ma allora … adesso ci cacciate ???”
Tizio pelato: “Ma no, sciocchina !!! Ho detto : tutto quello che la casa contiene !!! Siete stati venduti anche voi, le vostre opinioni, emozioni, la vostra capacità culturale: è proprio questo il vero valore aggiunto di questo affare!! E’ la vostra rete di relazioni il contesto indispensabile per lo sviluppo del nostro business !!!”
Voce nel Coro (tirando su col naso): “Ma allora … non ci cacciate ???”
Tizio pelato: “Ma no ! TRANQUILLI ! Non solo non vi caccio ma voi DOVETE restare qui e continuare a comportarvi normalmente. Dovete continuare a recensire, quotare libri, proporli ai vostri amici e, soprattutto, fare in modo che li desiderino. Poi noi glieli venderemo. E’ come un reality, un “reality shop”. E in questo reality tutti voi avrete un ruolo di cui dovrete andare fieri, perché siete parte di una rivoluzione !!!”
Coro: “WOW !!”
Tizio pelato (sempre più euforico): “E’ il passaggio epocale dalla rete sociale (social network) al commercio sociale (social retail). La vostra socialità diviene veicolo di vendita. La grande casa continua a sembrare una casa, ma in realtà diventa un centro commerciale dove tutti voi svolgete contemporaneamente il ruolo di commessi (ovviamente a titolo gratuito) e potenziale clientela !!!”

Il Coro si frammentò in tanti individui a sé stanti. Ognuno reagiva a modo suo: c’era chi applaudiva il tizio pelato, lodandone le capacità di innovazione imprenditoriale. C’era chi smoccolava perché, durante il discorso, qualcuno aveva cominciato a sbaraccare la grande casa, spostando i libri in una beta-casa brutta e inospitale…

Infine, qualcuno pensava:

“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”
“Non sono il commesso di Berlucchi”

IO non sono il commesso di Berlucchi !!!

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