Space Oddity sulla ISS

Non e’ cosa che si veda tutti i giorni un video musicale girato e registrato nello spazio. Questa cover della famosa canzone Space Oddity di David Bowie e’ interpretata dall’astronauta canadese Chris Hadfield, subito dopo aver ceduto il comando della ISS e poco prima del suo ritorno sulla Terra.

Potete scaricare il video dalla pagina di youtube usando, ad esempio, questi programmi da riga di comando: youtube-dl, cclive; oppure jdownloader (gui).

Vedi anche: Space Oddity illustrato

La pericolosa illusione della democrazia diretta digitale – Paolo Attivissimo

Da ZeusNews

La democrazia diretta digitale rischia di essere lo strumento perfetto per la dittatura e la manipolazione.

IMG: Stordito dalla tecnologia.

Stordito dalla tecnologia.

Se siete fra coloro che credono che la democrazia diretta realizzata tramite Internet sia la soluzione a tutti i problemi del mondo, porto dal Festival del Giornalismo una dose di realtà che vi consiglio di assumere, perché la democrazia diretta digitale rischia invece di essere lo strumento perfetto per la dittatura e la manipolazione.

Questa è, a mio avviso, una delle idee più interessanti emerse dal panel “Hacktivismo e sorveglianza digitale: le rivoluzioni combattute in rete” di Fabio Chiusi (blog ilNichilista), Arturo Filastò (Centro Hermes), Giovanna Loccatelli (giornalista e scrittrice) e Dlshad Othman (attivista siriano), il cui video è su Youtube.

Guardatevelo tutto per i dettagli, ma il concetto di fondo è questo (eventuali errori nella sintesi sono miei): in vari paesi ci sono movimenti politici che vedono nell’uso di Internet la chiave per sovvertire il sistema e istituire una democrazia diretta, snella ed efficiente, priva delle storture e corruzioni della democrazia rappresentativa.  Continua a leggere

I pericoli della sorveglianza – Neil Richards

Riporto dal sito Social Science Research Network.

Potete scaricare l’intero articolo qua (PDF di 38 pagine), oppure sulla pagina originale.

The Dangers of Surveillance

Neil M. Richards

Washington University in Saint Louis – School of Law
March 25, 2013

Harvard Law Review, 2013

Abstract: 
From the Fourth Amendment to George Orwell’s Nineteen Eighty-Four, our law and literature are full of warnings about state scrutiny of our lives. These warnings are commonplace, but they are rarely very specific. Other than the vague threat of an Orwellian dystopia, as a society we don’t really know why surveillance is bad, and why we should be wary of it. To the extent the answer has something to do with “privacy,” we lack an understanding of what “privacy” means in this context, and why it matters. Developments in government and corporate practices, however, have made this problem more urgent. Although we have laws that protect us against government surveillance, secret government programs cannot be challenged until they are discovered. And even when they are, courts frequently dismiss challenges to such programs for lack of standing, under the theory that mere surveillance creates no tangible harms, as the Supreme Court did recently in the case of Clapper v. Amnesty International. We need a better account of the dangers of surveillance.

This article offers such an account. Drawing on law, history, literature, and the work of scholars in the emerging interdisciplinary field of “surveillance studies,” I explain what those harms are and why they matter. At the level of theory, I explain when surveillance is particularly dangerous, and when it is not. Surveillance is harmful because it can chill the exercise of our civil liberties, especially our intellectual privacy. It is also gives the watcher power over the watched, creating the the risk of a variety of other harms, such as discrimination, coercion, and the threat of selective enforcement, where critics of the government can be prosecuted or blackmailed for wrongdoing unrelated to the purpose of the surveillance.

At a practical level, I propose a set of four principles that should guide the future development of surveillance law, allowing for a more appropriate balance between the costs and benefits of government surveillance. First, we must recognize that surveillance transcends the public-private divide. Even if we are ultimately more concerned with government surveillance, any solution must grapple with the complex relationships between government and corporate watchers. Second, we must recognize that secret surveillance is illegitimate, and prohibit the creation of any domestic surveillance programs whose existence is secret. Third, we should recognize that total surveillance is illegitimate and reject the idea that it is acceptable for the government to record all Internet activity without authorization. Fourth, we must recognize that surveillance is harmful. Surveillance menaces intellectual privacy and increases the risk of blackmail, coercion, and discrimination; accordingly, we must recognize surveillance as a harm in constitutional standing doctrine.

Suite “Coal” per Awesome e i3

Questi sono due insiemi di file di configurazione per vari programmi, principalmente da terminale, e window manager dinamici. Avevo già mostrato una versione precedente e Coal è sua evoluzione. Ci sono molte differenze rispetto a prima e faccio fatica a ricordarle per poterle elencare. La differenza più grande è nella configurazione di Awesome: ora non utilizzo più degli script in bash per i widget sulla barra, ma mi appoggio alle librerie vicious e, per i widget non inclusi, ho scritto dei piccoli codicini in lua direttamente nel file di configurazione di awesome.

Aggiornamento 2013-3-31: Dopo una serie di aggiustamenti e modifiche, ho caricato nuovamente la suite Coal.

Aggiornamento 2013-4-7: Aggiornata Coal. Aggiunta la configurazione per mcabber e creata una versione alternativa del tema, dall’aspetto più classico. Ho rimosso Irrlicht perché reso obsoleto dalla versione alternativa di Coal.

IMG: Coal i3

coal: i3 con newsbeuter, mutt, rtorrent, ranger, mplayer2

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Virtual Richard Stallman per Arch

IMG: Freedom mattersNella versione originale, è un programma per la distribuzione Debian e derivate. Serve per fare un elenco dei pacchetti installati senza licenza libera, che, per qualche ragione, sono incompatibili con le licenze libere, oppure che hanno altri problemi simili.

Il nome, si rifà ironicamente al fondatore della Free Software Foundation, Richard Stallman, noto programmatore e attivista nella promozione del software libero.

L’ho trovato sul forum principale di Arch. È uno script in python che si appoggia alla blacklist di Parabola, una derivata di Arch, che include solo software con licenza libera.

Dovrebbe funzionare su Arch e tutte le derivate.
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