Archivi storici futuri

Note sulla traduzione:
I seguenti frammenti di testo vengono tradotti mediante un algoritmo automatico che si adatta al linguaggio, la cultura e l’epoca in cui vive l’Utente del servizio. L’impostazione predefinita produce un testo che privilegia la preservazione del significato, conservando alcune particolarità della lingua originale, ma trascurando quelle che renderebbero il testo poco comprensibile per l’Utente. L’algoritmo si occupa di adattare la lingua esaminata, rendendola di facile lettura per l’Utente, tuttavia, essendo un processo automatico, potrebbero permanere delle parti di difficile comprensione. Suggeriamo all’Utente interessato a studi più specialistici dei testi, la scelta di una traduzione specifica, oppure di una diversa interfaccia d’accesso alla banca dati storica. Continua a leggere

Dialogo dal futuro

Ma se ci sbagliassimo?

In cosa?

A fare una società collettiva, in cui tutto è collegato.

Noi non abbiamo mai scelto di creare una società così. Essa è nata grazie alle condizioni in cui ci siamo sviluppati. Solo in epoche recenti, abbiamo potuto constatare come funzioniamo ed in che relazione siamo con tutto ciò che è esterno all’individuo e, quindi, capire ciò che siamo.

Quindi, non c’è stata la volontà di fare una società come la nostra? Continua a leggere

Ho visto gli fnord

IMG: The people don't know their true powerÈ da qualche mese ormai che non seguo più ossessivamente quotidiani online e notiziari. Un esperimento per capire che effetto avrebbe avuto sul mio umore. Come risultato, la dose di ansia quotidiana e di frustrazione misto ad impotenza, che sale leggendo continuamente delle ingiustizie commesse dai potenti, è calata drasticamente.

Questo mi fa pensare ad un’ipotesi, cioè che la cronaca, occupandosi quasi esclusivamente dei fatti che riguardano le azioni di esponenti di governi, grandi aziende, finanza, personaggi dello spettacolo – cioè i pochi privilegiati che, come singoli, hanno sufficiente potere per influenzare delle masse – ci porta a dare per scontato che l’unico modo per influenzare la società sia o di rivolgerci a chi ha quei poteri, oppure di ottenerli noi stessi. Nel momento in cui ci rendiamo conto che queste persone privilegiate non agiscono come vorremmo, o ci deludono, oppure che la possibilità di poter scalare le gerarchie per ottenere quei poteri è, per la maggior parte di noi, solo un’illusione, proviamo frustrazione, ansia e senso d’impotenza. Ci sentiamo abbattuti. Tutti gli anni in cui siamo stati istruiti a dare per scontato che i cambiamenti e che la politica debbano per forza passare per un percorso che prevede l’ottenimento di poteri prima di poter fare qualunque cosa (ciò che differenzia i vari partiti è il modo in cui intendono ottenere i poteri e come amministrarli una volta ottenuti), ci rendono difficile escogitare alternative.

Da questo punto di vista, anche il più agguerrito giornale di sinistra, lavora implicitamente in favore del governo e del mantenimento dello status-quo.

Tuttavia, la cronaca delle azioni dei potenti torna utile per informarsi su fatti che in qualche modo influenzano le nostre vite, dato che esse sono profondamente legate a regole e sistemi che vengono amministrati dalla finanza e dai governi. Basta avere un lavoro regolare, una pensione, od utilizzare il denaro dello stato, per essere dipendenti da essi. Ne consegue che il momento in cui seguire la cronaca diventa del tutto inutile, è quello in cui le nostre vite non sono più legate a quelle entità dalle quali attualmente dipendiamo. Questo fa emergere la grossa mancanza che tutta la cronaca ufficiale condivide, cioè l’assenza d’informazione su fatti ed eventi che possono portare le persone ad imparare a rendersi indipendenti.

Vedi anche:

Cosa sono gli fnord? È un termine utilizzato nella satirica Trilogia degli Illuminati (edita dalla Shake edizioni e di difficile reperibilità, purtroppo) di Robert Shea e Robert Anton Wilson. Continua a leggere

L’abolizione del lavoro (di Bob Black)

Ripubblico questo articolo, che inizialmente era un reblog da “No longer human”, ora non più raggiungibile. Potete scaricare il PDF di 23 pagine da qui ed una versione in testo semplice da qua.

IMG: L'abolizione del lavoro (copertina)

Continua a leggere

Le società gilaniche

…E se vi dicessi che nell’Europa orientale, fra l’ 8000 a.C. ed il 2500 a.C. si svilupparono e spontaneamente delle società di agricoltori, pacifiche, paritarie fra i sessi, senza ordinamento statale e tuttavia, o forse proprio per merito di questo, con uno sviluppo artistico, culturale e tecnologico molto elevato?

Queste società sono state scoperte dall’archeologa lituana Marija Gimbutas e studiate dall’antropologa Riane Eisler.

In questo documentario sottotitolato vengono descritte le scoperte e gli studi di Marija Gimbutas: Signs out of time.

Qua riporto l’articolo riassuntivo che attualmente ho trovato più esauriente. Da Anarchopedia (fate riferimento a questo link per eventuali aggiornamenti).

La storica e archeologa Riane Eisler ha indicato con il neologismo gilania - dalle parole greche gynè, “donna” e andros, “uomo” (la lettera l tra i due ha il duplice significato di unione, dal verbo inglese to link, “unire” e dal verbo greco lyein o lyo che significa “sciogliere” o “liberare”) – quella fase storica plurimillenaria (8.000-2500 a.c in rapporto soltanto al neolitico) fondata sull’eguaglianza dei sessi e sulla sostanziale assenza di gerarchia e autorità, di cui si conservano tracce tanto nelle comunità umane del Paleolitico superiore quanto in quelle agricole del Neolitico. Continua a leggere