La dichiarazione di Cambridge sulla coscienza

In questo giorno del 7 luglio 2012, un significativo gruppo internazionale di neuroscienziati cognitivi, neurofarmacologi, neurofisiologi, neuroanatomisti e neuroscienziati computazionali sono riuniti all’Università di Cambridge per riesaminare il sotto strato neurobiologico dell’esperienza cosciente ed i relativi comportamenti negli animali umani e non-umani. Mentre le ricerche comparative su quest’argomento sono naturalmente ostacolate dall’incapacità degli animali non-umani, e spesso umani, di comunicare prontamente e chiaramente riguardo ai propri stati interni, le seguenti osservazioni possono essere date inequivocabilmente:

  • Il campo di ricerca sulla Coscienza si sta evolvendo rapidamente. Sono state sviluppate nuove ricche tecniche e strategie per la ricerca su animali umani e non-umani. Di conseguenza, più dati stanno diventando prontamente disponibili, e questo richiede una periodica rivalutazione dei precedenti preconcetti mantenuti in questo campo. Studi sugli animali non-umani hano mostrato che omologhi circuiti cerebrali correlati all’esperienza cosciente ed alla percezione possono essere selettivamente facilitati ed interrotti per valutare quando essi sono fattualmente necessari per queste esperienze. Inoltre, negli umani, nuove tecniche non-invasive sono prontamente disponibili per sondare i correlati della coscienza. Continua a leggere

Green Hill: rivelazioni dall’interno

Ribloggato da No longer human:

  • Clicca per visitare l'articolo originale
  • Clicca per visitare l'articolo originale
  • Clicca per visitare l'articolo originale

Da http://www.fermaregreenhill.net

Dipendenti ed ex-dipendenti di Green Hill hanno deciso di contattarci e darci informazioni preziose e prove di attività illegali compiute all’interno del lager di Montichiari.
Da tempo girano voci di soppressioni fatte illegalmente, di cani considerati “di seconda scelta“, scartati e soppressi solo per le caratteristiche di razza o piccole anomalie, che non vengono venduti agli esigenti clienti di Green Hill.

Continua a leggere... 929 altre parole

Liberano dei prigionieri destinati alla tortura ed alla morte. Arrestati ed accusati di furto.

img: beagle liberatoSe i prigionieri in oggetto fossero degli esseri umani, pensereste subito ad una situazione assurda, oppure ad un fatto del passato, quando era ancora diffusa la schiavitù esplicita, o ancora, a qualche paese nel quale permangono tradizioni e leggi violente. Ma i prigionieri in questione sono cani. Cuccioli di Beagle che vengono allevati in massa nei capannoni dell’azienda Green Hill di Montichiari (BS). Il fatturato di quest’azienda, che è,credo, la più grossa d’Italia in questo campo, deriva dalla vendita di cani ai laboratori di sperimentazione di aziende farmaceutiche, cosmetiche e via dicendo. Questi cani, nascono all’interno di capannoni, in gabbie e condizioni che, chi è riuscito ad intrufolarsi, ha detto essere pietose, crescono richiusi, senza poter nemmeno vedere la luce del sole, dopodiché vengono venduti come merce, e portati in luoghi dove verranno torturati ed uccisi, per testare magari quanto mascara deve andare a contatto con l’occhio prima di perderne l’uso, oppure qual’è la dose di una sostanza che, una volta ingerita, uccide il 50% dei soggetti. Non è proprio il genere di vita che si direbbe felice.

I test sugli animali, non sono solo crudeli nei loro confronti, ma sono metodi inadeguati che concorrono alla commercializzazione di farmaci potenzialmente nocivi o inefficaci. Se venissero sostituiti (e molti, già l’hanno fatto) con test più adeguati, usando apparecchiature adatte allo scopo, al posto di animali, riusciremmo ad avere prodotti meglio testati, ed un avanzamento ulteriore nella ricerca. Non si tratta quindi, di scegliere se far morire un topo, un cane, un coniglio, un macaco, oppure un bambino, ma di avere la certezza che tutti questi, assieme, non soffrano e muoiano inutilmente.

Una review del 2005, condotta dal dott. Toni Lindl (ex professore di Biochimica all’Università di Bonn e attuale direttore dell’Istituto di Colture Cellulari Applicate di Monaco) ha concluso che gli esperimenti su animali falliscono nel loro intento di predire il risultato sugli umani il 99,7% delle volte [4]. La ricerca ha analizzato 51 serie di esperimenti su 5.000 animali condotte in tre università in Germania. E’ stato scoperto che il 99,7% dei risultati non erano applicabili agli umani e che per il rimanente 0,3% non era poi stata trovata alcuna applicazione medica reale.

Per saperne di più:

Riporto ora una serie di articoli sulla notizia accennata nel titolo. Continua a leggere

La società dei carnivori. Come i media manipolano le abitudini alimentari

Riporto, da il Cambiamento

I mezzi di comunicazione di massa, prima fra tutti la televisione, continuano a promuovere il consumo esasperato di prodotti di origine animale. Si continua così ad incentivare quella cultura della carne che, a partire dal dopoguerra, è stata eletta dal popolo “simbolo d’opulenza” e “alimento per ricchi”. Andrea Romeo, prende una posizione molto dura in proposito, e ci spiega quali sono le conseguenze di questa ‘manipolazione’.

di Andrea Romeo – 2 Marzo 2012

Appena pochi mesi fa la LAV ha denunciato la multinazionale degli omogeneizzati Mellin per aver mandato in onda, attraverso i media nazionali, uno spot pubblicitario che consigliava alle giovani mamme di nutrire i propri piccoli con prodotti a base di carne ‘essenziale alla crescita del figlio’ come lo spot recitava. La LAV ha vinto la causa, prova del fatto che la pubblicità della Mellin era fuorviante, così che la multinazionale ha ritirato lo spot dai media.

Per gli animalisti questa è stata una grande vittoria con cui hanno dimostrato l’assoluta infondatezza di chi sostiene che la carne sia necessaria in età puerile. L’uomo non ha bisogno né di carne né di derivati animali, né in età puerile, né dopo.

Eppure, se si dà un’occhiata ai media di massa, si osserva come imperterriti questi mandino in onda spot di prodotti quasi solo ed esclusivamente di origine animale sostenendo che essi siano essenziali. Gli esempi sono molti, a cominciare da un’altra assurda pubblicità: la multinazionale in questione stavolta si chiama Danone, e nello schermo vediamo Stefania Sandrelli consigliare all’Italia intera di assumere il DanaOs perché, sostiene lo spot, “in Italia le donne non assumono abbastanza calcio”: così accade che la gente, che già consuma quantità irrazionali di derivati animali, preoccupata che il proprio femore possa spezzarsi da un momento all’altro, aumenti ulteriormente il dosaggio, nonostante il mito della correlazione latte-calcio sia stato sfatato ormai da tempo. Continua a leggere

Esseri con uno scopo

Un paio di sere fa mi è capitato di andare a cena con degli amici. Scherzi e battute varie sugli ingredienti delle pizze e sulla quantità di carne in aggiunta, che alcuni si fanno mettere sopra per compensare il fatto che io non ne mangio, si arriva presto ad una questione interessante. Uno di loro, con l’approvazione di altri, sostiene che non mangerebbe mai carne di animali cacciati, ma che al contrario mangia quella degli animali allevati perché, ad opinione sua e di quelli che l’approvavano, essi sono nati per quello scopo. A quel punto, gli domando se sia meglio per un animale nascere e vivere imprigionato per tutta la vita, al solo scopo di vernire poi ucciso, oppure vivere liberamente, godersela, acooppiarsi, organizzarsi in gruppi, fino a quando non arriva un cacciatore ad ammazzarlo. La domanda l’ha lasciato senza parole, poi ha ripiegato ancora sull’idea dello scopo, ed allora gli ho chiesto chi avesse deciso quello scopo. Lui rimane titubante, probabilmente perché, sapendo che non sono credente, temeva che rispondendo “Dio” avrebbe fatto partire un’altra discussione, quindi il discorso finisce lì. Non ho voluto insistere.

Volendolo invece continuare, secondo me, sarebbero emerse alcune cose molto semplici ma interessanti. Prima di tutto, uno scopo esiste solo in presenza di una volontà precedente. Lo scopo della forchetta, come strumento, nasce dalla volontà del suo costruttore di avere un mezzo che gli permetta di infilzare il cibo comodamente. Qualcuno ha bisogno di uno strumento atto a quello scopo, e quindi s’inventa la forchetta. Ma lo scopo di una roccia quale sarebbe? La roccia è un oggetto formatosi spotaneamente in seguito ad una serie di cause ed interazioni fra materia, che sono fuori dal controllo e dalla volontà dell’uomo. La roccia diventa uno strumento, ed acquisisce uno scopo, quando una persona desidera esercitare la propria volontà e ritiene che quella roccia possa servirgli.

Continua a leggere