Memoria estesa

Ribloggato da Nucleo di ricerca evoluzione cerebrale e paleoneurologia:

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Il cervello sta in una scatola di millecinquecento centimetri cubici. La mente no. Con tutti gli sforzi fatti per capire i meccanismi neurali e le conoscenze che abbiamo sulla biologia cerebrale, bisogna ammettere che ipotesi illuminanti su mente e cognizione stanno tardando non poco nell’arrivare. A fronte degli enormi passi in avanti sulla componente anatomica, molecolare, e fisiologica del nostro cervello, siamo ad oggi totalmente sprovvisti di evidenze stabili e interessanti sui processi che generano la nostra mente.

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Nascere cyborg: La teoria della mente estesa – Prima parte

As our worlds become smarter, and get to know us better and better, it becomes harder and harder to say where the world stops and the person begins.

We cannot see ourselves aright until we see ourselves as nature’s very own cyborgs: cognitive hybrids who repeatedly occupy regions of design space radically different from those of our biological forbears.

Andy Clark, da Natural born cyborgs?

Stelarc

Proseguo il discorso iniziato da Cristina sulla cibernetica, portandolo nell’ambito della filosofia della mente, ed in particolare della teoria della mente estesa. Avviso il lettore, che chi scrive quest’articolo è un sostenitore della teoria della mente estesa, dell’esternalimo e dell’emergentismo, quindi quello che troverete scritto sarà influenzato da ciò.

Il filone fantascientifico del cyberpunk, di cui si è parlato, ha reso popolari le idee del movimento culturale transumanista, il quale auspica l’aumento delle capacità fisiche e cognitive dell’uomo, mediante la tecnologia. Nell’immaginario cyberpunk, questo avviene mediante la modifica del proprio corpo, tramite innesti cibernetici. Questo genere di modifiche, trasforma le persone soggette in una particolare variante di cyborg, degli organismi cibernetici, degli esseri umani potenziati. Tuttavia, possiamo notare che attualmente siamo già degli umani potenziati dalla tecnologia che abbiamo a disposizione quotidianamente e che utilizziamo con regolarità. Un’osservazione che può apparire banale, ma stimola ad elaborare una teoria della mente diversa dalle precedenti basate su riduzionismo materialista o su un dualismo che tiene rigidamente separati gli stati mentali da quelli materiali. La teoria della mente estesa, può poggiare su un approccio di tipo funzionalista o emergentista. Continua a leggere

Dualismo incarnato

"Dualism" di Psytanium

Qualche giorno fa, mi era tornata in mente una cosa che avevo pensato mentre leggevo Incontro con Rama di Arthur Clarke.

Sembra che abbiamo la tendenza a dividere binariamente tutto: tendiamo ad essere dualisti. Ci viene spontaneo e naturale. Mi sono chiesto se questa tendenza, potrebbe essere originata dalla nostra morfologia. Se non fossimo animali (apparentemente) simmetrici, nei quali esiste una parte destra ed una sinistra solitamente speculari, avremmo lo stesso questa tendenza al dualismo? Se fossimo come alberi? Lombrichi? Meduse?

Come consciamente è stato scelto di usare la numerazione in base dieci, perché sono dieci le dita delle nostre mani, inconsciamente potremmo aver diviso tutto fra categorie binarie, per via della simmetria, oppure la distinzione fra due sessi biologici.

Se fosse così, sarebbe un’altra prova dell’indivisibilità fra mente e corpo, dato che esso sarebbe diventato la nostra inconscia “unità di misura” per la comprensione della realtà. Dalla percezione della realtà, successivamente, deriverebbero i nostri pensieri, influenzati da essa. Ed ecco completo il ciclo di feedback. Se anche il modo in cui pensiamo e come percepiamo la realtà, fosse fortemente legato alla nostra morfologia, questo basterebbe a mettere in crisi uno dei tanti dualismi, quello mente-corpo, ed in seconda battuta, il dualismo interno-esterno.

Se questo fosse vero, dovremmo ridiscutere ogni dualismo che diamo spontaneamente per scontato, con tutto ciò che una cosa del genere comporterebbe. Le divisioni fra bene e male, io e altro, soggetto ed oggetto, individuo ed ambiente, vita e morte, su cui si basa gran parte del pensiero comune, sociale, religioso e da cui derivano le nostre leggi, l’organizzazione sociale patriarcale, l’istituzione del matrimonio e l’idea di famiglia ed in generale la morale e l’etica, andrebbero tutte rivalutate. Anche i tradizionali due sessi, perché se non considerassimo solamente la nostra parte biologica, ma vi includessimo tutto quello che fa parte del nostro essere mentale, dovremmo riconoscere l’esistenza di un numero maggiore di sessi possibili.

Dovremmo provare ad essere alberi, meduse, lombrichi, batteri (in questo caso essere pipistrelli non basterebbe ;-) ), per liberarci di tutte le convinzioni che accumuliamo, ritenendole reali, assolute, oggettive… :-)