Completo l’opera, riportando questo testo trovato in rete, del quale non sono riuscito a risalire all’autore originale.
L’argomento è il rapporto fra Star Trek e la religione. Si parlerà inoltre, del rapporto fra essa ed il suo autore originale, Gene Roddenberry, facendo anche paragoni con la serie “rivale” di sempre, Star Wars.
Da qualche tempo a questa parte mi trovo impelagato in un affascinante, per quanto interminabile e probabilmente senza via d’uscita, dibattito filosofico con un estimatore di lunga data della Repubblica lucasiana e annessa mitologia. Cominciato vis à vis nelle pieghe dell’ultima sessione della Cricca, proseguito via email e tuttora in corso, l’argomento del contendere verte sulla visione religiosa proposta in Star Trek e la presunta superiorità del background che sottenderebbe l’universo di Star Wars. Premesso il mio tiepido interesse per la complessa creatura di George Lucas, in passato ho tentato di liquidare il più velocemente possibile questo argomento ogni qualvolta mi è stato proposto, non già per disinteresse, quanto per la consapevolezza di dover mettere piede in un campo minato. Finora mi era riuscito di starne alla larga, ma doveva accadere presto o tardi che io abboccassi all’amo ingoiando tutta la lenza. Riassumo qui il mio punto di vista, nella speranza che valga a dissuadere altri dal tirare in ballo sotto il mio naso la vexata quaestio in futuro. Chi non mastica nulla di Star Trek passi tranquillamente oltre senza voltarsi indietro: sono un lieutenant commander della Flotta Stellare e sarò costretto a dare fondo a tutto il mio addestramento per cavarmi d’impiccio.
Gene Roddenberry ricevette un’educazione religiosa e frequentò regolarmente le funzioni della Chiesa Battista fino all’adolescenza, prima di manifestare un radicale rigetto per la religione. Traduco una sua dichiarazione così come citata da Graham Kennedy, Daystrom Institute, ripresa testualmente da Bernd Schneider, Ex Astris Scientia:
Condanno i falsi profeti, condanno il tentativo di minare il potere della decisione razionale, di prosciugare il libero arbitrio della gente e una dannata quantità di denaro nell’affare. Le religioni variano nel relativo livello di idiozia, ma le rifiuto tutte. Per la maggior parte delle persone, la religione non è nulla più che un surrogato per un cervello malfunzionante.
E ancora:
Dobbiamo mettere in discussione la logica storica di avere un Dio onniscente e onnipotente, che crea esseri umani imperfetti per poi biasimarli in virtù dei Suoi stessi errori.
Una posizione oltremodo chiara, tale da riflettersi nell’adesione del 1986 alla American Humanist Association, che non più tardi del 1991 gli riconoscerà il prestigioso Humanist Arts Award. Il Movimento Panteista tenterà a sua volta ripetutamente di tirarlo per la giacca, senza invero argomenti convincenti. Di sè stessa l’Associazione Umanista dice:
L’Umanesimo è una filosofia di vita progressista che, prescindendo dal soprannaturale, afferma la nostra capacità e responsabilità di condurre un’esistenza etica di realizzazione personale, che aspira al maggior bene per l’umanità.
Roddenberry si considerò quindi un Umanista per tutta la durata della propria vita adulta, trasponendo in qualche modo questa visione ideale nell’universo di Star Trek. Ad una prima superficiale analisi sembra infatti evidente l’assenza di substrato religioso laddove egli tratteggia invece con precisione le peculiarità filosofiche e tecnologiche proprie della società del futuro. Fatte salve alcune significative eccezioni, i personaggi dei serial televisivi e dei lungometraggi eviteranno accuratamente di compromettersi con affermazioni di carattere religioso nel corso dell’intera storia della saga, fino ai giorni nostri. Si parla di eccezioni laddove l’ambientazione di un episodio, una battuta, un dialogo o parti della sceneggiatura abbiano introdotto elementi di più o meno marcata pertinenza religiosa. In Balance of Terror (La navicella invisibile) durante una cerimonia nuziale officiata da James T. Kirk, in quella che con ogni evidenza è la cappella della nave, alle spalle del Capitano sono chiaramente visibili una croce e un ulteriore simbolo religioso, non identificabile. Se accadrà ancora che un ufficiale al comando celebri un matrimonio (a titolo di esempio, lo faranno sia Picard che Janeway), non ci sarà invece altra occasione per notare simboli religiosi riferibili alla cerimonia. Nulla anche nei funerali, che pure saranno numerosi. In That Which Survives (Un pianeta ostile) il tenente Rhada sfoggia sulla fronte un classico simbolo induista. Basterebbero questi indizi da soli a confermare che la popolazione umana della Federazione attribuisce ancora un qualche valore alle tradizioni religiose, così come le conosciamo oggi, sia pure con una punta di ecumenismo e verosimilmente tracce di nuovi culti. Ancora in The Empath (Il diritto di sopravvivere) il dottor Ozaba cita un passo dalla Bibbia, come farà più tardi anche Joseph Sisko dalle pagine della sceneggiatura di Far Beyond the Stars (Lontano, oltre le stelle). Star Trek V: The Final Frontier vede l’eretico vulcaniano Sybok raccogliere un codazzo di seguaci alla volta di Sha Ka Ree, il pianeta di Dio, proponendo loro una sorta di terapia religiosa che richiama grosso modo l’auditing di Scientology: condividi con me il tuo dolore, abbandonalo e da esso trarrai forza. L’idea che Dio soggiorni su un pianeta specifico è dottrina nota fra i Mormoni, e anche i Raeliani collocano fisicamente i propri Dei su un pianeta. Kirk rifiuterà recisamente di condividere con Sybok le proprie esperienze dolorose e di permettere che vengano cancellate, affermando che esse fanno parte di lui e lo definiscono in quanto individuo. Il dottore della Voyager calcherà le assi del ponte ologrammi vestito da sacerdote cattolico in Spirit Folk (Gli spiriti) e il suo omologo alieno Phlox sull’Enterprise del ventiduesimo secolo dirà in Cold Front (Guerra temporale) di aver assistito ad una messa in Piazza San Pietro, avvalorando senz’ombra di dubbio la sopravvivenza di religioni mainstream dietro le quinte della struttura sociale umana integrata nella Federazione Unita dei Pianeti. Continua a leggere→
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