Outsourcing – Giuseppe Ciarallo

Da A – rivista anarchica n.382

Outsourcing

di Giuseppe Ciarallo

Roma, scuola elementare M. Dell’Utri. Lincoln (Nebraska), Death Row Nebraska State Penitentiary.
Due luoghi diversi, tragicamente legati tra loro.

“Buongiorno, signorina Baio. Prego, si accomodi.”
La giovane donna, leggermente intimorita per l’inattesa convocazione, si accomodò in punta di sedia e con le mani compostamente appoggiate alle ginocchia si preparò mentalmente ad ascoltare la comunicazione del dirigente scolastico.
“Come lei sa, la nostra scuola elementare è stata scelta tra le tante della città per partecipare al progetto internazionale ‘Quick as a flash’, per la promozione dell’attività fisica tra gli studenti, fin dalla più tenera età, e l’individuazione di bambini particolarmente dotati, da avviare, eventualmente all’agonismo. Bene, questo mese la scelta è caduta proprio sui bambini della sua classe.”
La tensione si sciolse d’improvviso e un sorriso illuminò il volto della maestra la quale, faticando a contenere la soddisfazione per l’inatteso evento, si limitò a dire: “La ringrazio, signor preside. I miei bambini si dimostreranno all’altezza della sfida cui sono chiamati.”
“Perfetto, il ministro della pubblica istruzione in persona mi ha or ora annunciato, dopo aver ricevuto pari comunicazione dal governatore del Nebraska, che la gara dovrà partire senza fallo, assolutamente, e sottolineo assolutamente, domani pomeriggio alle ore 15 in punto. Sa come sono fatti gli americani, no? Ci tengono alla precisione assoluta, d’altronde avranno pure i loro buoni motivi. Non si va sulla luna se non si ha la capacità di avere un’organizzazione che funzioni in tutto e per tutto, fin nel pur minimo dettaglio. Quindi siamo intesi. La partenza della corsa dovrà avvenire inderogabilmente alle ore 15, non un minuto prima, non un minuto dopo.”
“Vedrà, signor preside, tutto procederà senza intoppi. Come lei ha disposto.”
“Bene, signorina Baio, può andare. Porti un caro saluto ai bimbi della sua classe e non manchi di spiegare loro l’importanza della competizione di domani. Questo pomeriggio avrà la palestra della scuola a sua completa disposizione, per fare gli allenamenti e, in una specie di eliminatoria, scegliere i sei bambini che nel pomeriggio di domani si cimenteranno nella corsa. Arrivederci e buon lavoro.”
Detto questo, il dirigente senza nulla aggiungere aveva chinato il capo concentrandosi su una carta geografica degli Stati Uniti che ricopriva quasi per intero il piano della scrivania.
La maestra lasciò in punta di piedi la stanza, sussurrando appena un saluto.

Lincoln (Ne) – h. 7:30 a.m. Death Row Nebraska State Penitentiary

Da quando il direttore del penitenziario, con freddo linguaggio burocratico gli aveva comunicato, la sera precedente “Mi incombe il penoso incarico di notificarle che ella dovrà morire domattina alle 8”, Thelonious Coleman non aveva fatto altro che scrivere e poi accartocciare i fogli appena vergati, tant’è che il pavimento era completamente ricoperto di pagine di quaderno strappate e appallottolate. Il condannato si girò appena quando sentì lo schiavardare del secondino che precedette l’ingresso nella cella di padre Sinless, l’altero cappellano della prigione, che chiese al morituro se desiderasse i conforti religiosi per affrontare il grande, definitivo passo. Continua a leggere

Omertà

Bradley Manning, ex militare, testimone dei comportamenti immorali ed illegali dell’esercito degli Stati Uniti, denuncio’ quello che sapeva, passando molti documenti incriminanti a WikiLeaks, che si occupo’ di fornirli ai maggiori organi di stampa mondiali, facendo si’ che la gente venisse messa al corrente dei crimini che i militari statunitensi ed i loro alleati stavano commettendo. Fra questi documenti, ad esempio, c’e’ il famoso filmato in cui si vedono degli aviatori, a bordo del proprio elicottero, uccidere volontariamente dodici persone, civili.

Edward Snowden, ex sistemista della NSA, testimone dei comportamenti immorali ed illegali dei servizi segreti statunitensi, denuncio’ quello che sapeva, passando molti documenti incriminanti a vari giornali mondiali, fra cui il The Guardian britannico, mostrando alla gente come i servizi segreti statunitensi pagano i maggiori provider e software house (Microsoft, Skype, Apple, Google, Facebook, Dropbox, Yahoo, Paltalk, AOL…), per spiare e memorizzare sistematicamente le comunicazioni dei propri cittadini e dei cittadini stranieri che utilizzano servizi informatici e di comunicazione statunitensi. Questi programmi di sorveglianza globale, prendono il nome di PRISM ed Xkeyscore, a cui si aggiunge il britannico Tempora, ad opera del GCHQ, i dati raccolti vengono utilizzati anche dai servizi segreti e la polizia di altri paesi alleati (ad esempio, furono usati dalla polizia neozelandese per organizzare l’incursione, poi dichiarata illegale, nella casa del proprietario di Megaupload) ed i server utilizzati per questi programmi di sorveglianza sono sparpagliati in tutto il mondo. Continua a leggere

Libero arbitrio e responsabilità morale – Sam Harris

Riporto da Some1elsenotme:

Tratto dal capitolo Moral responsability incluso in Free Will di Sam Harris (vedi post precedente).

The belief in free will has given us both the religious conception of “sin” and our commitment to retributive justice. The U.S. Supreme Court has called free will a “universal and persistent” foundation for our system of law, distinct from “a deterministic view of human conduct that is inconsistent with the underlying precepts of our criminal justice system” (United States v. Grayson, 1978). Any intellectual developments that threatened free will would seem to put the ethics of punishing people for their bad behavior in question.

The great worry, of course, is that an honest discussion of the underlying causes of human behavior appears to leave no room for moral responsibility. If we view people as neuronal weather patterns, how can we coherently speak about right and wrong or good and evil? […]

Happily, we can. What does it mean to take responsibility for an action? […]

Consider the following examples of human violence:

1. A four-year-old boy was playing with his father’s gun and killed a young woman. The gun had been kept loaded and unsecured in a dresser drawer. Continua a leggere

Liberano dei prigionieri destinati alla tortura ed alla morte. Arrestati ed accusati di furto.

img: beagle liberatoSe i prigionieri in oggetto fossero degli esseri umani, pensereste subito ad una situazione assurda, oppure ad un fatto del passato, quando era ancora diffusa la schiavitù esplicita, o ancora, a qualche paese nel quale permangono tradizioni e leggi violente. Ma i prigionieri in questione sono cani. Cuccioli di Beagle che vengono allevati in massa nei capannoni dell’azienda Green Hill di Montichiari (BS). Il fatturato di quest’azienda, che è,credo, la più grossa d’Italia in questo campo, deriva dalla vendita di cani ai laboratori di sperimentazione di aziende farmaceutiche, cosmetiche e via dicendo. Questi cani, nascono all’interno di capannoni, in gabbie e condizioni che, chi è riuscito ad intrufolarsi, ha detto essere pietose, crescono richiusi, senza poter nemmeno vedere la luce del sole, dopodiché vengono venduti come merce, e portati in luoghi dove verranno torturati ed uccisi, per testare magari quanto mascara deve andare a contatto con l’occhio prima di perderne l’uso, oppure qual’è la dose di una sostanza che, una volta ingerita, uccide il 50% dei soggetti. Non è proprio il genere di vita che si direbbe felice.

I test sugli animali, non sono solo crudeli nei loro confronti, ma sono metodi inadeguati che concorrono alla commercializzazione di farmaci potenzialmente nocivi o inefficaci. Se venissero sostituiti (e molti, già l’hanno fatto) con test più adeguati, usando apparecchiature adatte allo scopo, al posto di animali, riusciremmo ad avere prodotti meglio testati, ed un avanzamento ulteriore nella ricerca. Non si tratta quindi, di scegliere se far morire un topo, un cane, un coniglio, un macaco, oppure un bambino, ma di avere la certezza che tutti questi, assieme, non soffrano e muoiano inutilmente.

Una review del 2005, condotta dal dott. Toni Lindl (ex professore di Biochimica all’Università di Bonn e attuale direttore dell’Istituto di Colture Cellulari Applicate di Monaco) ha concluso che gli esperimenti su animali falliscono nel loro intento di predire il risultato sugli umani il 99,7% delle volte [4]. La ricerca ha analizzato 51 serie di esperimenti su 5.000 animali condotte in tre università in Germania. E’ stato scoperto che il 99,7% dei risultati non erano applicabili agli umani e che per il rimanente 0,3% non era poi stata trovata alcuna applicazione medica reale.

Per saperne di più:

Riporto ora una serie di articoli sulla notizia accennata nel titolo. Continua a leggere

Lavorando in incognito in un macello: un intervista con Timothy Pachirat

Della violenza nei macelli e nell’industria alimentare si sono già dette moltissime cose e penso che la questione sia sufficientemente chiara a chiunque non si rifiuti di prendere in considerazione i fatti conosciuti. Quello che mette in evidenza quest’intervista è un aspetto meno discusso e, a mio avviso, molto più interessante. Si parla infatti di come sia possibile che l’esercizio della violenza diventi accettabile e normale da parte delle persone che la operano direttamente e da chi, da questa violenza, trae beneficio.

È un discorso che si presta ad essere allargato, come fa notare anche l’autore, in altri ambiti al di fuori del caso del macello industriale qua evidenziato.

La mia impressione era che, portare l’attenzione vicina a come viene operata l’uccisione industrializzata, avrebbe potuto non solo mettere in luce come la realtà del massacro animale viene resa tollerabile, ma anche come la distanza e l’occultamento operano in analoghi processi sociali: guerra eseguita da eserciti di volontari, il subappalto del terrore organizzato a mercenari, e la violenza alla base della fabbricazione delle migliaia di oggetti e componenti con cui veniamo a contatto nella nostra vita quotidiana.

I meccanismi che permettono questo, sono infatti utilizzabili efficacemente come strategie politiche. Quando tempo fa mi chiedevo cosa passasse per la mente di chi vuol diventare soldato, intendevo capire anche questo genere di meccanismi. La burocratizzazione della società, il funzionamento interno dei governi, dell’esercito, sono anch’essi meccanismi che portano ad ottenere i medesimi effetti. Si comprende, quindi, come sia possibile accettare la violenza della guerra, di governi, delle forze dell’ordine sia da parte di chi quella violenza la attua personalmente, sia da chi ne trae beneficio.

La lezione, qui, non è che la macellazione ed i genocidi siano moralmente e funzionalmente equivalenti, ma piuttosto che la violenza sistematica, su larga scala, resa routine, è del tutto coerente con il genere di strutture burocratiche ed i meccanismi che associamo tipicamente alla civiltà moderna.

Voglio introdurre quest’intervista mostrando due video divertenti. Il primo è il famoso sketch dei Monty Python della barzelletta mortale, il secondo è una candid camera brasiliana segnalatami da Rita.

Ho fatto personalmente la traduzione dell’intervista. Chi sapesse come migliorarla, specialmente traducendo alcuni termini gergali in equivalenti italiani, mi scriva i suggerimenti nei commenti. :)

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