Quando l’Anarchia verrà

Qualche mese fa, mi era capitato fra le mani questo documentario, girato per la trasmissione La storia siamo noi, di RaiEdu. È un documentario onesto e ben fatto, che riassume a grandi linee il pensiero e gli accadimenti più noti che hanno coinvolto gli anarchici nella storia moderna.

QUANDO L’ANARCHIA VERRÀ è un documentario che cerca di rispondere alla domanda che cosa significa dirsi anarchici e come questa definizione continui a rappresentare qualcosa per tanti militanti. Realizzato dalla società di produzione imolese Macine film, il documentario racconta attraverso le testimonianze di militanti, storici e un percorso scandito da brani musicali, la storia di un sentimento umano, ancora prima che di un pensiero politico. Voce fuori campo: Ascanio Celestini.

Dopo averlo visto e fatto qualche approfondimento, dopo aver letto i numerosi fatti di attualità che non mi metto neppure a citate, dato che è sufficiente aprire le homepage di qualche quotidiano che evidenziano sempre più quanto chi è al potere non lavori assolutamente per le persone che hanno loro delegato l’onere di governare, ma anzi, si comporti in modo ostile e cerchi sempre più di evitare l’interferenza della popolazione, chissà se forse, vi troverete a domandarvi “Ma come si fa a non essere anarchici?”.

Questa è la prima parte, con il trailer.

E qua ci sono tutte le sette parti, per una durata totale di circa un ora: Quando L’Anarchia Verrà (Documentario)

Dario Fo su Decameron

page2_blog_entry527_1Sul blog di Luttazzi è apparso un articolo di Dario Fo riguardo la scurrilità, la satira e la censura e prendendo esempi da Dante Alighieri, Francesco d’Assisi ed altri. Giusto un giorno prima, scrissi questo commento sul blog Sei un idiota ignorante:

«caso1: il programma viene bloccato dopo una puntata con un buon alibi, come quella col monologo sulla guerra in medio oriente. la motivazione data è che ha esagerato con il linguaggio e che ha offeso un collega. la frase incriminata, abbastanza buona per poter essere presa fuori dal contesto. la gente si ricorderà che luttazzi è stato cacciato perché aveva descritto ferrara a mangiare cacca. i fan si incazzano comunque. il resto del mondo acconsente a dire che dell’ironia così volgare e sempliciona (la cacca, su! come i bambini dell’asilo!) in televisione non ci dovrebbe stare. è questione di buon gusto e non di censura.

caso2: il programma viene bloccato dopo una puntata in cui si criticava l’enciclica “spe salvi”. motivazione a piacere, oppure nessuna motivazione. i fan si incazzano comunque. il resto del mondo si ricorderà che luttazzi è stato cacciato dopo aver fatto battute sul papa. la possibilità che si parli di censura un bel po’ più diffusamente che nel primo caso, c’è.

ora, chiaramente non posso dire con certezza che quello che penso corrisponda al vero, ma posso dire che io, al posto dell’amministratore delegato di telecom, avrei preferito di gran lunga che si verificasse il caso1.»

Oggi Dario Fo scrive:

«Ma quello di mascherare le notizie e le testimonianze che danno impaccio alle elegie è cosa di tutti i giorni da sempre. Al contrario spesso si scelgono bell’apposta, come nel caso di Luttazzi, le espressioni e i lazzi satirici palesemente scurrili e si mettono in bella mostra allo scopo di abbassare il livello di dignità dell’autore. Conosciamo bene questa pratica davvero ipocrita e furbesca: ti si accusa di usare forme oscene di linguaggio per censurarti o addirittura eliminarti dalla scena.

A me e a Franca è accaduto con Canzonissima quando ci permettemmo di parlare di morti bianche sul lavoro e della mafia criminale. Nessuno, fino ad allora, sto parlando di quarant’anni fa, aveva mai trattato l’argomento. Anche in quell’occasione, fra le tante accuse, quali quella di buttarla in politica, ci si scaraventò addosso anche l’accusa di scurrilità e di non rispettare il comune sentire degli spettatori.

Luttazzi non a caso stava preparando una puntata sull’enciclica del Pontefice. Come eliminarlo senza mettere in primo piano l’autentico soggetto? Si fa la carambola: si spara su un bersaglio laterale per poterti di rimando colpire in piena fronte o, se volete, in piene chiappe. A parte che un bersaglio come Ferrara, è così generoso, da non potersi sbagliare!»

…Ed io adesso penso che Dario fo legga i miei commenti su idiotaignorante e mi scopiazzi dibbrutto. :-)

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