Musica libera

Da qualche settimana ho iniziato a cercare musica su un sito chiamato Jamendo. Si tratta di un enorme contenitore nel quale, chiunque non sia già iscritto ad una società di gestione dei diritti (tipo SIAE), può registrarsi e pubblicare la propria musica gratuitamente, rilasciandola sotto licenza Creative Commons.

Nelle licenze Creative Commons, ciascun artista può scegliere autonomamente come distribuire la propria musica, se usare o meno le varianti di: attribuzione (riconoscere la paternità dell’opera), uso a scopo non commerciale, possibilità di riutilizzare la musica ridistribuendola modificata e, nel caso, l’obbligo o meno di rilasciare l’opera modificata sotto la stessa licenza decisa.

L’uso da parte di utenti ed artisti di un sistema simile, può essere fatto anche come scelta etica, per non contribuire ad un mercato discografico regolamentatissimo ed in mano a pochissime entità che determinano da sole cosa promuovere e cosa no, basandosi esclusivamente sul proprio guadagno. Major e distributori che, grazie alle leggi degli stati (ma dalle major promosse) sul copyright, rallentano o impediscono la libera circolazione dell’arte e delle idee, criminalizzano e perseguitano gli stessi fan degli artisti che hanno sotto contratto, senza farsi alcun problema nel richiedere risarcimenti milionari per qualche album scaricato dalla rete.

Chi volesse utilizzare a scopi commerciali la musica pubblicata su Jamendo, ad esempio per un progetto teatrale o cinematografico, oppure per sonorizzare un locale, potrebbe sottoscrivere un abbonamento annuale alla versione pro, risparmiando così la “tassa” SIAE ed ottenendo un certificato che metta in regola legalmente ciò che viene utilizzato. Ciò è possibile perché le licenze creative commons sono legalmente riconosciute. Il costo degli abbonamenti viene poi diviso fra gli artisti, che possono guadagnare anche tramite le donazioni volontarie.

La quantità di artisti registrati è davvero enorme, ma non è difficile trovare musica di qualità.

Dalle pagine degli artisti e degli album, è possibile ascoltare la musica in streaming, oppure scaricarla in formato MP3 (VBR, 192kbit) o OGG Vorbis (qualità 7, circa 224kbit). Questo è un elenco (disordinato) di album e gruppi che ho apprezzato maggiormente, fino ad ora.

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Celtic Frost (e due)

Rispolvero nuovamente questo fondamentale gruppo di metal estremo, che ha influenzato innumerevoli gruppi moderni dei filoni deaththrashblack metal. Mi è appunto capitato per le mani il loro ultimo album (del 2006), pubblicato dopo ben sedici anni dal precedente.
Solitamente, per questo genere di reunion non ci si aspetta molto, quindi la mia sorpresa nell’ascoltarlo è stata enorme. Non solo quest’album regge benissimo il paragone con le loro pietre miliari, quali “Morbid Tales”, “To Mega Therion” e “Into the Pandemonium”, ma per certi versi porta ancora oltre la loro proposta. Infatti, non si sono limitati a ripetere ciò che avevano già fatto e che aveva avuto successo, ma hanno voluto cambiare forma, proponendo questa volta un album di oscurissimo, glaciale e pesante doom metal, che talvolta si avvicina al suono dello storico gruppogothic rock dei “Bauhaus”, ma composto con la loro solita vena sperimentale.

L’album si intitola Montheist e questo è un estratto delle tracce. Nella playlist ci sono quasi tutte. Inizio con la terza, perché è l’unica da avere un vero e proprio videoclip.

Playlist