La mela d’oro – un frammento fra i molti

Sto leggendo la Trilogia degli Illuminati, di Robert Shea e Robert Anton Wilson. Sono al secondo libro, La mela d’oro. Alcuni potranno avere un’intuizione, leggendo il titolo: sì, questa è la trilogia che ha inventato il discordianismo, di cui avevo accennato in passato. I Discordiani, nella storia, sono i protagonisti buoni, diretti nemici degli Illuminati che controllano il mondo irregimentandolo, mediante banche, governi, mafie e burocrazia, in un ordine statico e sterile. Ma la trama contiene più di questo, ed è folle, profetica, satirica ed esaltante.

Il pezzo che riporto l’ho appena letto, ed è l’ultimo fra i molti che meriterebbero di essere citati. Al giudice di cui si parla, era stata precedentemente somministrata una droga che trasforma le persone da neofobe (che hanno paura del nuovo) a neofile (amanti della creatività).

Caligula Bushman, conosciuto come il giudice più duro di Chicago, stava proprio in quei giorni processando sei persone accusate d’aver assaltato un ufficio di leva, distrutto tutta la mobilia, rovinato gli archivi e gettato una carriola piena di merda di vacca sul pavimento. A sorpresa Bushman interruppe il processo a metà della presentazione del caso da parte del pubblico ministero, con l’annuncio che stava per richiedere una perizia psichiatrica. Tra la confusione di tutti, pose quindi una serie di domande piuttosto strane al procuratore distrettuale Milo A. Flanagan:

“Che penserebbe di un uomo che non solo tenesse un arsenale nella propria casa, che che stesse raccogliendo a prezzo di enormi sacrifici finanziari un secondo arsenale per proteggere il primo? Che cosa direbbe se quest’uomo spaventasse così tanto i suoi vicini che anch’essi, a loro volta, iniziassero ad armarsi per proteggersi da lui? E se quest’uomo spendesse per le proprie armi dieci volte tanto quel che spende per l’educazione dei propri figli? Che se uno dei propri figli criticasse il suo hobby, chiamasse quel figlio traditore, vagabondo e lo diseredasse? E prendesse un altro figlio che lo obbedisce fedelmente e armasse quel figlio e lo mandasse in giro ad aggredire i vicini? Che direbbe di un uomo che introducesse veleni nell’acqua che beve e nell’aria che respira? E se quest’uomo non si limitasse a litigare con i vicini nel suo isolato, ma s’immischiasse anche nei litigi di altri, in parti lontane della città e addirittura in periferia? Un tipo così, signor Flanagan, sarebbe chiaramente uno schizofrenico paranoico con tendenze omicide. Questo è l’uomo che dovrebbe essere processato, sebbene nel nostro moderno, illuminato sistema di giurisprudenza, cercheremmo di curarlo e riabilitarlo, invece di punirlo solamente.

“Parlando come giudice,” continuò, “dichiaro il non luogo a procedere contro gli imputati per diversi motivi. Lo stato è clinicamente pazzo come entità organizzata ed è assolutamente incapace di arrestare, processare e incarcerare coloro i quali sono in disaccordo con la sua politica. Ma dubito che questo giudizio, seppur ovvio per ogni persona di buon senso, si possa inserire nelle regole del gioco giuridico americano. Decreto, quindi, che il diritto a distruggere proprietà governativa è protetto dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, e perciò che il crimine di cui queste persone sono accusate, per la Costituzione non è un crimine. La proprietà governativa appartiene a tutto il popolo, e il diritto di tutto il popolo a esprimere disaccordo con il proprio governo, anche distruggendo la proprietà governativa, è prezioso e non verrà prevaricato.”

Questa dottrina era improvvisamente piovuta sul giudice Bushman mentre questi stava arringando senza toga. Era meravigliato, ma aveva notato che, quel pomeriggio, la sua mente stava lavorando meglio e più velocemente.

Continuò: ” Lo Stato non esiste come esistono le persone e le cose, ma è una costruzione legale immaginaria. Una costruzione immaginaria è una forma di comunicazione. Qualsiasi cosa sia inclusa in una forma di comunicazione dev’essere quindi anch’essa una forma di comunicazione. Il governo è una mappa, e i documenti del governo sono una mappa della mappa. Il medium è, in questo caso, decisamente il messaggio, come ogni studioso di semantica ben sa. Inoltre, ogni atto fisico diretto contro una comunicazione, è esso stesso una comunicazione, una mappa della mappa della mappa. Quindi la distruzione di proprietà governativa è protetta dal Primo emendamento. Emetterò un’opinione scritta più ampia al riguardo, ma penso che, a questo punto, gli imputati non debbano soffrire ulteriori impedimenti alla loro libertà personale. Il caso è chiuso”.

Google fornisce al governo Statunitense i dati di Gmail di un volontario di Wikileaks

Questa notizia, arriva da Anonymous Costa Rica su Diaspora*, che riprende da un articolo del Wall Street Journal.

Google ha passato al governo USA tutti i dati di Jacob Applebaum, un volontario di Wikileaks e sviluppatore del software Tor, senza che fosse stato emesso un mandato di perquisizione. Sembra che quel “evil” del motto “Don’t be evil” di Google debba venire definito in modo più chiaro, perché probabilmente loro non lo intendono allo stesso modo delle altre persone. Quando scegliete di affidare i vostri dati a terzi, vi chiedete mai “Quanta fiducia ho nei governi? Quanta fiducia ho nelle multinazionali?”. Spesso ci si fanno queste domande, solo riguardo a notizie e questioni lontane dal nostro interesse, come se non ci sfiorassero o facessero parte di una fiction.

Magari a qualcuno sarà sembrato esagerato il racconto di Cory Doctorow. Ebbene, ecco la realtà attuale:

Gmail users got a hefty dose of reality today when it was revealed that #Google handed over one user’s #privatedata to the U.S. government, who requested it without a search warrant.

The contacts list and IP address data of Jacob #Applebaum, a WikiLeaks volunteer and developer for Tor was given to the U.S. government after they requested it using a secret court order enabled by a controversial 1986 law called the Electronic Communications Privacy Act, according to the Wall Street Journal. The law allows the government to demand information from ISPs not only without a warrant, but without ever notifying the user.

The contacts list and IP address data of Jacob Applebaum, a WikiLeaks volunteer and developer for Tor was given to the U.S. government

Sonic.net, a smaller ISP who was also asked to hand over data related Applebaum, tried to challenge the order in court, but ultimately lost and was to give up the information. It’s not known if Google resisted the request, but both companies did try to ensure that Applebaum could at least be made aware of the data retrieval. Continua a leggere