Inizia l’era del cyberpunk in politica?

C’è poco da stare allegri riguardo alle dimissioni di Berlusconi. Ci sono almeno due motivi, il primo toccherà tutti quelli che speravano di avere “giustizia” o almeno rivalsa nei suoi confronti: nel cosiddetto maxi-emendamento pare che abbia posto delle condizioni che, probabilmente, salveranno nuovamente lui e le sue aziende (tra l’altro, scopro ora che anche la Lega Nord, mentre pubblicamente si mostrava contraria alla manovra, ha voluto avere la propria parte, facendo introdurre la liberalizzazione della vendita di armi da guerra leggere ai privati…). Ad altri, fra cui me, questo interessa ben poco, dato che ritengo più utile che la gente impari a riconoscere in anticipo i pericoli, e li eviti, piuttosto che riesca ad ottenere vendetta quando ormai il danno è stato fatto.

Ciò che mi preoccupa di più è quello che ci dovremmo aspettare dal suo, calato dall’alto, successore.

Se ci informiamo sul passato di Mario Monti, possiamo trovare per chi lavorava e lavora ancora: la Commissione Triletareale di David Rockefeller, Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg.

Gli uomini Goldman Sachs hanno una caratteristica: vengono prestati alle istituzioni. Spesso hanno lavorato come advisor: consigliano alla banca come fare affari con i beni pubblici privatizzati.

Gli appassionati di fantascienza distopica e del cyberpunk, avranno dei (s)piacevoli deja-vu notando che la direzione in cui andiamo, è proprio quella decadente nella qualle i governi non contano più nulla e tutto è gestito da banche e corporazioni. Il sistema economico mondiale, non è mai stato eletto da nessuno e le politiche e le decisioni che vengono prese all’interno di esso, non nascono da volontà popolare.

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