I subappalti della Morte Nera

A futura memoria, un dialogo di Clerks che nei discorsi politici fra amici viene citato spessissimo. :)

Clerks – I subappalti della Morte Nera

Gli operai della Morte Nera, quando hanno scelto se accettare o meno l’incarico, sapevano per chi avrebbero lavorato ed il rischio che comportava… ciò che sarebbe potuto capitare loro e ciò che avrebbero potuto essere costretti a fare. Accettando l’incarico hanno fatto una scelta politica. Ora, vogliamo dire che poliziotti/soldati/operai di industrie belliche, quando scelgono il proprio lavoro, lo fanno meno coscienziosamente degli operai della Morte Nera? :P

Qua, il dialogo trascritto: Lavoratori di tutti i mondi, unitevi! (Afterfindus)

O Gorizia, tu sia maledetta

Riporto dal sito Canzoni contro la guerra.

Qua, una delle interpretazioni, particolarmente ben fatta: les anarchistes – o gorizia tu sia maledetta

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la vita a 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa, di parte italiana; di parte austriaca a 862 ufficiali e 40.000 soldati circa.
Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca.

“O Gorizia tu sei maledetta” è una canzone nella guerra, che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista.

Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra era accusato di disfattismo e poteva essere fucilato.

La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916. Continua a leggere

Backup

La fine del terzo conflitto mondiale fu una svolta storica per la civiltà.

Terminò con il ritorno a casa di migliaia di soldati sotto shock, incapaci d’imbracciare qualsiasi arma.

Non si sa chi causò la fine. Probabilmente un gruppo di hacker o forse solo un ragazzino.

Già da molti decenni, grazie agli addestramenti che permettevano il necessario distacco emotivo, combattere era come giocare ad un videogame.

Negli ultimi due anni, tutte le nazioni si dotarono della tecnologia che traduce la coscienza in un flusso di dati, e viceversa.

Ogni militare aveva un apparecchio per il backup della coscienza collegato al proprio sistema nervoso. In caso di morte, la coscienza veniva inviata ai sistemi di memorizzazione del proprio esercito.

Empathy_s-ring, la botnet pirata, diffusasi sulla quasi totalità dei terminali, non venne scoperta fino all’attivazione. I flussi di backup dei soldati morenti, vennero deviati in modo inaspettato.

Fu così che tutte le guerre si fermarono. La coscienza di chi stava morendo, copiata in quella dell’uccisore, improvvisamente capivano di aver appena ammazzato… se stesso.

Centinaia di morti civili causati dai Droni Usa: tutti i numeri

E bravo il presidente col Nobel…

Da agoravox.

Centinaia di morti civili causati dai Droni Usa: tutti i numeri

L’Italia acquisterà armamenti per i droni che utilizza in Afghanistan? Al di là del costo, di certo molto elevato, quello che più interessa è il prezzo che sicuramente dovranno pagare le vittime civili.

The Bureau of Investigative Journalism ha condotto un’inchiesta (ecco la metodologia utilizzata dai giornalisti) molto approfondita tra i dispacci di Wikileaks sulle vittime provocate dagli aerei comandati a distanza utilizzati dagli Stati Uniti in Pakistan, Yemen e Somalia. Parallelamente, il New Yok Times ha rivelato che Obama, sin dai primi giorni del suo insediamento, era a conoscenza delle vittime civili provocate dai droni Usa: sino a pochi giorni fa (l’inchiesta è datata 29 maggio) si credeva che il Presidente fosse all’oscuro dei dati. In realtà, rivelerebbero le carte, Obama veniva informato entro poche ore. Ad esempio nel sud della Somalia si bombardò a tappeto una vastissima area di addestramento pur di uccidere un leader militare: vi si riuscì, ma decine di donne e bambini morirono a seguito dell’attacco.

Naturalmente provocare morti civili non è mai piacevole. Non tanto per la vita di quelle persone, quanto per gli effetti che si hanno nei confronti dell’opinione pubblica. Obama, dunque, avrebbe trovato un escamotage: ridefinire il termine “civili”, escludendo da questa categoria tutti gli uomini in età militare caduti in una zona “strategica” di guerra. A dimostrarne lo status di “civili” sarebbe dovuta essere un’indagine di intelligenge “postuma”. Naturalmente questa modifica ha permesso di falsare i bilanci, abbassando notevolmente i dati ufficiali circa il numero di morti “non combattenti”. Tant’è vero che, tra il maggio 2010 e il settembre 2011, la Cia avrebbe dichiarato di non aver ucciso nessun uomo “civile” in Pakistan. Continua a leggere

Lavorando in incognito in un macello: un intervista con Timothy Pachirat

Della violenza nei macelli e nell’industria alimentare si sono già dette moltissime cose e penso che la questione sia sufficientemente chiara a chiunque non si rifiuti di prendere in considerazione i fatti conosciuti. Quello che mette in evidenza quest’intervista è un aspetto meno discusso e, a mio avviso, molto più interessante. Si parla infatti di come sia possibile che l’esercizio della violenza diventi accettabile e normale da parte delle persone che la operano direttamente e da chi, da questa violenza, trae beneficio.

È un discorso che si presta ad essere allargato, come fa notare anche l’autore, in altri ambiti al di fuori del caso del macello industriale qua evidenziato.

La mia impressione era che, portare l’attenzione vicina a come viene operata l’uccisione industrializzata, avrebbe potuto non solo mettere in luce come la realtà del massacro animale viene resa tollerabile, ma anche come la distanza e l’occultamento operano in analoghi processi sociali: guerra eseguita da eserciti di volontari, il subappalto del terrore organizzato a mercenari, e la violenza alla base della fabbricazione delle migliaia di oggetti e componenti con cui veniamo a contatto nella nostra vita quotidiana.

I meccanismi che permettono questo, sono infatti utilizzabili efficacemente come strategie politiche. Quando tempo fa mi chiedevo cosa passasse per la mente di chi vuol diventare soldato, intendevo capire anche questo genere di meccanismi. La burocratizzazione della società, il funzionamento interno dei governi, dell’esercito, sono anch’essi meccanismi che portano ad ottenere i medesimi effetti. Si comprende, quindi, come sia possibile accettare la violenza della guerra, di governi, delle forze dell’ordine sia da parte di chi quella violenza la attua personalmente, sia da chi ne trae beneficio.

La lezione, qui, non è che la macellazione ed i genocidi siano moralmente e funzionalmente equivalenti, ma piuttosto che la violenza sistematica, su larga scala, resa routine, è del tutto coerente con il genere di strutture burocratiche ed i meccanismi che associamo tipicamente alla civiltà moderna.

Voglio introdurre quest’intervista mostrando due video divertenti. Il primo è il famoso sketch dei Monty Python della barzelletta mortale, il secondo è una candid camera brasiliana segnalatami da Rita.

Ho fatto personalmente la traduzione dell’intervista. Chi sapesse come migliorarla, specialmente traducendo alcuni termini gergali in equivalenti italiani, mi scriva i suggerimenti nei commenti. :)

Continua a leggere