Nascere cyborg: La teoria della mente estesa – Prima parte

As our worlds become smarter, and get to know us better and better, it becomes harder and harder to say where the world stops and the person begins.

We cannot see ourselves aright until we see ourselves as nature’s very own cyborgs: cognitive hybrids who repeatedly occupy regions of design space radically different from those of our biological forbears.

Andy Clark, da Natural born cyborgs?

Stelarc

Proseguo il discorso iniziato da Cristina sulla cibernetica, portandolo nell’ambito della filosofia della mente, ed in particolare della teoria della mente estesa. Avviso il lettore, che chi scrive quest’articolo è un sostenitore della teoria della mente estesa, dell’esternalimo e dell’emergentismo, quindi quello che troverete scritto sarà influenzato da ciò.

Il filone fantascientifico del cyberpunk, di cui si è parlato, ha reso popolari le idee del movimento culturale transumanista, il quale auspica l’aumento delle capacità fisiche e cognitive dell’uomo, mediante la tecnologia. Nell’immaginario cyberpunk, questo avviene mediante la modifica del proprio corpo, tramite innesti cibernetici. Questo genere di modifiche, trasforma le persone soggette in una particolare variante di cyborg, degli organismi cibernetici, degli esseri umani potenziati. Tuttavia, possiamo notare che attualmente siamo già degli umani potenziati dalla tecnologia che abbiamo a disposizione quotidianamente e che utilizziamo con regolarità. Un’osservazione che può apparire banale, ma stimola ad elaborare una teoria della mente diversa dalle precedenti basate su riduzionismo materialista o su un dualismo che tiene rigidamente separati gli stati mentali da quelli materiali. La teoria della mente estesa, può poggiare su un approccio di tipo funzionalista o emergentista. Continua a leggere