O uomo, la tua testa non è a segno; tu hai un granello di follia. Tu immagini grandi cose, dipingi alla tua fantasia un intero mondo di dei fatto per te solo, un regno degli spiriti al quale tu solo sei destinato: un ideale che a sé ti chiama. La tua è un’idea fissa.
Non pensare già che io scherzi o parli in stile biblico, se considero quegli uomini, anzi la maggior parte degli uomini che vivono sotto il fascino delle cose elevate, quale altrettanti “pazzi” degni del manicomio.
Che cosa s’intende per “idea fissa”? Un’idea della quale l’uomo si è reso schiavo. Se da una tale idea fissa voi riconosceste che l’uomo è pazzo voi chiudete in un manicomio, colui che n’è schiavo. E non sono forse tali i dogmi della fede, dei quali non è lecito dubitare la maestà, per esempio, del popolo alla quale non si deve attentare (chi lo fa si rende colpevole di lesa maestà); la virtù che il censore tutela col dar l’ostracismo ad ogni parola che possa ledere in qualunque modo la moralità, ecc.? Non sono forse, tutte codeste, “idee fisse” ? Non son forse tutte stolte chiacchiere, quelle, per esempio, della massima parte dei nostri giornali; chiacchiere di pazzi, dominati dall’idea fìssa della moralità, della legalità, del cristianesimo, erranti liberi per il mondo poiché tanto vasto è il manicomio che li accoglie? Se ad alcuno di cotali pazzi si tocca il tasto dell’idea fissa, ecco che ci sarà necessario d’assicurarci contro la sua furia. Giacché questi grandi pazzi rassomigliano ai pazzi ordinari in ciò, che essi assalgono proditoriamente chi s’attenta a dissuaderli dalla loro “idea fissa”. Prima gli tolgono l’arma; poi la parola, ed in fine piombano su di lui per dilaniarlo colle loro unghie. Ogni giorno ci fornisce nuove prove della vigliaccheria e degli istinti di vendetta di tali pazzi, e il popolo sciocco plaude alle loro folli attitudini. Bisogna leggere le gazzette dei nostri giorni per acquistare l’orribile convincimento, che si è rinchiusi insieme con dei pazzi. — “Tu non devi dar del pazzo al fratello tuo, altrimenti, ecc.”. Ebbene, io non temo la vostra maledizione e dico: “i miei fratelli sono pazzi, arcipazzi”. Che un disgraziato inquilino del manicomio s’immagini d’essere il Padre Eterno, l’imperatore del Giappone, oppure lo Spirito Santo, o che un bravo borghese persuada a sé stesso ch’egli è destinato ad essere un buon cristiano, un fedele protestante, un cittadino devoto al governo, un uomo virtuoso e cosi via — si tratta pur sempre d’una “idea fissa”. Colui che non ha tentato mai né mai osato di cessar d’essere (fosse pure per un momento) un buon cristiano, un fedele protestante, un uomo virtuoso è prigioniero e schiavo della sua fede, della sua virtù. Come gli scolastici non filosofavano che entro i limiti dei dogmi della Chiesa e il papa Benedetto XIV scriveva dei grossi volumi il cui contenuto non esorbitava dai confini delle superstizioni papistiche, come molti scrittori pubblicarono innumerevoli in-folio sullo “Stato” senza mettere in dubbio l’ idea fissa dello Stato, come le colonne dei nostri giornali sono ripiene di politica, perchè coloro che li scrivono sono dominati dall’idea che l’uomo sia destinato ad essere un “animale politico”; cosi vegetano anche i sudditi nella sudditanza, i virtuosi nella moralità, i liberali nell’umanesimo, ecc. senza mai provare contro tali loro idee fisse il coltello della critica. Immutabili, al pari delle monomanie dei pazzi quelle idee, se ne stanno su fondamenta di granito, e guai a chi s’attenta a toccarle — perché son cose sacre! L’idea fissa: ecco ciò ch’è sacro. Continua a leggere

