Avete capito, adesso, il perché delle TAV e delle Grandi Opere?
Ispirato da #notav #dontpanic #novogon (Imbuteria’s Blog)
Avete capito, adesso, il perché delle TAV e delle Grandi Opere?
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Il decreto liberalizzazioni è una vera miniera di nefandezze. Più ci scavi, e più ne escono. Ecco infatti, dopo le carceri private, la liberalizzazione dei depositi di scorie radioattive. La Sogin, ente gestore, non dovrà più chiedere permesso ai comuni interessati per creare nuovi depositi di scorie radioattive. Massì… perché dover sempre avere questo impiccio di di chiedere alla popolazione il permesso per ogni cosa? La democrazia è così inefficiente!
Aggiornamento 9/2/2012. Su Il Cambiamento è stato pubblicato un articolo con altre informazioni: Scorie radioattive e siti nucleari: quali novità in Italia?
Da linkiesta.it
Articolo di Mauro Ravarino
Un piccolo comma nel decreto sulle liberalizzazioni riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo può installare dove vuole i depositi senza il parere ora discriminante delle istituzioni locali. Effetto nimby a parte, il problema è che così si rischia di andare verso la creazione di tanti depositi (in gran parte rendendo stabili quelli ora provvisori). Intanto i deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (a Saluggia c’è l’85% delle scorie italiane) pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, bollando la decisione come «inaccettabile». Con la mappa dei depositi di scorie radioattive in Italia.
Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. L’articolo 25 (accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) vorrebbe dare impulso al decommissioning e rendere più facile l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. «Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio, instancabile antinuclearista piemontese di Legambiente, che se non avesse setacciato ogni angolo del decreto non avrebbe scovato una norma sfuggita ai più.
Riporto, da crisis.blogosfere.it
Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell’art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.
Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che
al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastrutturae per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.
C’è dell’altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.
In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto “privatizzazioni”, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.
Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.
C’è poco da stare allegri riguardo alle dimissioni di Berlusconi. Ci sono almeno due motivi, il primo toccherà tutti quelli che speravano di avere “giustizia” o almeno rivalsa nei suoi confronti: nel cosiddetto maxi-emendamento pare che abbia posto delle condizioni che, probabilmente, salveranno nuovamente lui e le sue aziende (tra l’altro, scopro ora che anche la Lega Nord, mentre pubblicamente si mostrava contraria alla manovra, ha voluto avere la propria parte, facendo introdurre la liberalizzazione della vendita di armi da guerra leggere ai privati…). Ad altri, fra cui me, questo interessa ben poco, dato che ritengo più utile che la gente impari a riconoscere in anticipo i pericoli, e li eviti, piuttosto che riesca ad ottenere vendetta quando ormai il danno è stato fatto.
Ciò che mi preoccupa di più è quello che ci dovremmo aspettare dal suo, calato dall’alto, successore.
Se ci informiamo sul passato di Mario Monti, possiamo trovare per chi lavorava e lavora ancora: la Commissione Triletareale di David Rockefeller, Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg.
Gli uomini Goldman Sachs hanno una caratteristica: vengono prestati alle istituzioni. Spesso hanno lavorato come advisor: consigliano alla banca come fare affari con i beni pubblici privatizzati.
Gli appassionati di fantascienza distopica e del cyberpunk, avranno dei (s)piacevoli deja-vu notando che la direzione in cui andiamo, è proprio quella decadente nella qualle i governi non contano più nulla e tutto è gestito da banche e corporazioni. Il sistema economico mondiale, non è mai stato eletto da nessuno e le politiche e le decisioni che vengono prese all’interno di esso, non nascono da volontà popolare.