Di questo gruppo interessantissimo avevo già parlato qualche mese fa. Una delle cose che lo rende notevole, è che in ogni pezzo e dietro ad ogni testo o frase enigmatica, facendo delle ricerche, è possibile scovare cose interessantissime.
Due di queste, nemmeno troppo nascoste, sono i riferimenti allo Zen, nel titolo del loro secondo album e nel testo di un brano contenuto nel primo. È vero, non è che fosse necessaria chissà quale ricerca per trovarle, ma con questo post, almeno, ve le trovate già belle e pronte. ;-)
Il secondo album, “Il giardino delle quindici pietre”, come avevo accennato nel precedente post, si riferisce al giardino di Ryonan-ji situato a Kyoto.
In Giappone, nel periodo medioevale, un imperatore volle far progettare e costruire un giardino nella sua residenza, dall’architetto più famoso del paese. Dopo innumerevoli anni di lavoro l’architetto fece chiamare l’imperatore comunicandogli che il giardino era stato ultimato. L’imperatore rimase sconcertato: chiuso in un perimetro rettangolare in muratura, un piccolo giardino verdissimo era tutto il risultato di anni d’attesa. Sparsi però per il giardino vi erano dei massi enormi, conficcati nel terreno. L’architetto propose all’imperatore di contare le pietre. “Sono quattordici” egli rispose. Si spostarono poi in altri punti del giardino ed ogni volta l’architetto chiedeva al signore di contare le pietre. “Sono quattordici, ne sono sicuro”.
L’architetto prese allora un gesso ed iniziò a numerare i massi. Alla fine se ne contarono quindici. L’architetto spiegò al re che aveva posizionato i massi in modo tale che, da qualunque parte li si osservasse, se ne scorgevano solo e sempre quattordici, uno di meno di quelli realmente presenti(testo preso dal blog: “dalla parte di spessotto” )
Il testo a cui ho accennato invece, è “Chiara realizzazione di Ryonen”, ed è una poesia tratta da una storia Zen. Continua a leggere
