Traduco da “Do Not Track” Dangerous and Ineffective – Nadim Kobeissi
Nel 2009, prima che diventassi seriamente coinvolto nella web security, uno standard chiamato Do Not Track venne proposto, standardizzato nel 2011 dal W3C, ed implementato in Internet Explorer, ed in seguito da Mozilla Firefox e Google Chrome.
Si presume che Do Not Track prevenga il tracciamento, probabilmente a scopo pubblicitario, della vostra attività online da parte dei siti web. Funziona facendo il modo che il vostro browser chieda gentilmente ad ogni sito web che visitate di non impostare cookie traccianti e cose simili.
Questo approccio pone pericolosi e reali problemi ed io non riesco veramente a credere che sia mai stato preso seriamente. Ora che è stato così diffusamente implementato e standardizzato, è diventato una minaccia su come la privacy in Internet viene percepita.
Il problema principale di Do Not Track è che tranquillizza gli utenti creando un senso di riservatezza completamente falso. Do Not Track funziona semplicemente chiedendo ai siti web visitati di non tracciarti – i siti web sono completamente liberi di ignorare questa richiesta, ed in molti casi è impossibile per l’utente accorgersi che le proprie richieste Do Not Track sono state, in realtà, scartate. Pertanto, quando l0utente abilita Do Not Track sul proprio browser, viene portato erroneamente a credere che non verrà più tracciato, anche dal punto di vista della sicurezza, la prevenzione ai tracciamenti che offre Do Not Track è inefficace.
In realtà, sia il motore di ricerca di Google, così come quello di Microsoft (Bing), ignorano le intestazioni Do Not Track nonostante entrambe le aziende abbiamo contribuito all’implementazione di questa caratteristica nei propri browser. Anche Yahoo Search ignora le richieste Do Not Track. Alcuni siti web ti informano gentilmente, comunque, del fatto che la tua richiesta Do Not Track è stata ignorata, e spiegano che questo viene fatto in modo da preservare le entrare che ricevono dalle pubblicità. Ma, di gran lunga, non tutti i siti lo fanno.
Do Not Track non è solo inefficace: è pericoloso, sia verso gli utenti, cullandoli con una falsa speranza di privacy, sia verso la corretta implementazione di una tecnica di protezione della privacy. La riservatezza non si ottiene chiedendo a chi ha il potere di violare la tua privacy di, gentilmente, non farlo – sacrificando così i guadagni delle pubblicità – ma si ottiene implementando delle misure preventive lato client. Per i browser sono disponibili esempi come HTTPS Everywhere della EFF (Electronic Frontiers Foundation), DoNotTrackMe della Abine, AdBlock e via dicendo. Queste sono le misure corresse da adottare da una prospettiva ingegneristica, in quanto tentano di proteggere la tua privacy che al sito web visitato piaccia o meno.
Do Not Track necessita di una seria revisione, sostituzione o semplice rimozione. Così com’è ora, la sua unica funzione è di promettere agli utenti che hanno una piccola o modesta conoscenza dei computer (la maggior parte del mondo) che stanno navigando riservatamente, mentre in realtà li scoraggiano dall’adottare delle reali soluzioni per la loro privacy che funzionino. Gli ingegneri che si occupano di privacy nel web e di sicurezza devono mettersi a discutere seriamente riguardo a questo.
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