KLAUS SCHULZE (synth-poet, West Berlin) – Mirage (1977) – Kalashnikov Collective Headquarter

Amo il filone musicale chiamato krautrock, ed in particolare la cosiddetta “kosmiche musik”. Fra i vari musicisti, in particolare, Klaus Schulze. Riporto quindi questo bellissimo articolo appena pubblicato sul blog dei Kalashnikov Collective.

06/01/13
IMG: Klaus Schulze[Free music for punx]
KLAUS SCHULZE (synth-poet, West Berlin) – Mirage (1977)
[Puj] Alla fine degli anni ’60 Berlino Ovest è un’enclave occidentale nello stato più paranoico di tutta la Cortina di Ferro, la Repubblica Democratica Tedesca, ed è collegata al resto dell’Europa capitalista da un’autostrada di filo spinato. I posti di blocco, i muri di cemento e le guardie armate ai bordi delle strade appartengono alla quotidianità di tutti i berlinesi, dando loro la sensazione di vivere come rinchiusi in un ghetto. Ma un altro tipo di oppressione pesa sulle loro coscienze, uno spettro minaccioso che aleggia sui bunker e sulle macerie che ancora ingombrano le città tedesche: il recente passato. Nella Germania occidentale cresce una generazione figlia del nazismo, ma che con esso non vuole più avere a che fare, che da esso vuole ad ogni costo fuggire. Continua a leggere

Dossier Cyberpunk

img: neuromancerUn testo ottimo e molto completo sulla cultura cyberpunk, è disponibile da parecchio tempo sul sito della storica rivista Decoder. Spazia dalla letteratura, alla politica, la controcultura hacker in ambito internazionale e nazionale con particolare riferimento all’Italian Crackdown, per finire con la psichedelia e le arti musicali e visive.

È molto interessante, sia come testimonianza del periodo nel quale è stato scritto, gli anni ’90, caratterizzati dalla rinascita di molte controculture e movimenti che promuovevano un’evoluzione della società ed una maggiore indipendenza mediante l’autogestione. Dopo il decennio precedente, caratterizzato dalla possibilità di accesso a tecnologie potenti ed economiche che davano ai singoli, capacità di elaborazione e comunicazione altrimenti disponibili solo alle grosse aziende ed ai governi, vi era un grande entusiasmo per le molteplici possibilità date dall’informatica. Tutto questo entusiasmo, è percepibile in questo dossier.

È interessante anche l’attualità di moltissime situazioni descritte. Le critiche alle leggi restrittive in campo informatico e di comunicazione, sono analoghe a quelle che ancora oggi sentiamo e leggiamo ovunque, con la differenza che, attualmente, la consapevolezza del potere che l’informatica e la rete può dare alle persone, è ben chiara a governi e multinazionali, i quali cercano di limitarlo in modo molto più efficace e scaltro. Se conoscete tutte le problematiche che nascono riguardo a Google, Facebook, Apple, il DRM, i brevetti software, sapete a cosa mi sto riferendo.

Riporto l’introduzione e vi invito a proseguire la lettura sul sito originario, anche per apprezzarne l’aspetto estetico. Continua a leggere

Musica cosmica

Ultimamente sto ascoltando molta di quella musica che viene catalogata nel filone della Kosmiche Musik, all’interno dell’enorme pentolone del Krautrock.

Ho iniziato a pensare a cosa sia, ciò che ci da la sensazione di “cosmicità” in certa musica ed a cosa dovrebbe assomigliare una vera e propria musica cosmica. Spesso, è sufficiente che un pezzo abbia suoni elettronici, sintetizzatori, effetti di echi e riverberi, perché la nostra memoria richiami le immagini spaziali che ha precedentemente appreso dalla visione di documentari, immagini, film fantascientifici, o altra musica che ci è stato detto essere “cosmica”. Ognuna di queste caratteristiche possono sembrare avere il proprio senso di esistere: ad esempio gli effetti di echi e riverberi ci danno la sensazione di spazialità. Ma ciò che spesso ci da l’impressione di “cosmicità”, è il ricordo, cioè l’aver appreso precedentemente quello che la nostra cultura identifica come tale. Quasi nessuno può avere avuto l’esperienza diretta della vastità e del vuoto del cosmo, quindi ci si rifà alle immagini ed ai suoni derivati dalle immaginazioni e dalle esperienze altrui: documentari sullo spazio, ricostruzioni, film, e via dicendo. Questa è una cosmicità di seconda mano.

Se provassimo davvero ad immaginare cosa sarebbe l’esperienza del vuoto cosmico – tralasciando il fatto che in quella condizione moriremmo in brevissimo tempo – nel modo più diretto possibile, senza intermediazione, dovremmo considerare quello che provocherebbe in noi l’assenza assoluta di suono, di pressione atmosferica, di gravità ed una quantità ridottissima di stimoli visivi. In una situazione simile, ciò che maggiormente fornirebbe stimoli visivi, olfattivi, tattili, auditivi, sarebbe il nostro stesso corpo. Continua a leggere

Cibernetica e autoregolazione: da Timothy Leary alle moderne neuroscienze (Capitolo secondo)

Per leggere la prima parte dell’articolo: Cibernetica e autoregolazione: da Timothy Leary alle moderne neuroscienze (Capitolo primo)

In realtà, la nostra mente possiede numerose ed insospettabili potenzialità, di cui non siamo consapevoli. I livelli di consapevolezza della mente, secondo il Dr. Timothy Leary, sono otto e noi riusciamo, solitamente, ad accedere soltanto ai primi quattro. Successivamente, esistono altri quattro circuiti (chiamati così in riferimento, probabilmente, agli engrammi di cui abbiamo parlato precedentemente), che ci danno accesso a capacità empatiche maggiori, alle esperienze extracorporee, alla riprogrammazione della nostra psiche e infine a prendere contatto con la nostra mente universale. Questa “mente universale” è un concetto rintracciabile nelle filosofie indiane, in particolare nella divinità Brahma (la Prima persona della Trimurti, il Principio Creatore, che, in quanto tale, contiene in sé tutto l’universo, ma che è a sua volta presente in ogni creatura), ed è esplicabile come una sorte di coscienza collettiva, comune a tutti gli individui, che creerebbe una rete universale completa, includendo tutte le singole menti, collegate con una superiore, nella quale potrebbero identificarsi.

L’accesso a queste facoltà può avvenire, secondo Leary, tramite meditazione, impegni spirituali e varie esperienze di coscienza espansa, raggiungibile con l’ingestione di sostanze psichedeliche, come mescalina e DMT (che fungono da chiave chimica per il sistema nervoso) o con yoga ed esperienze di deprivazione sensoriale.

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Circuit 6 e 8

Per chi è interessato, l’immagine che ho usato per l’intestazione del blog è un vecchio sfondo per il desktop che feci qualche anno fa.

Ce ne sono due versioni che differiscono per la molecola rappresentata a sinistra e per il testo sullo sfondo a destra.

L’ispirazione per queste immagini psichedeliche, è nata dall’articolo di Robert Anton Wilson e Timothy Leary: The Eight Circuits of Consciousness.

Attualmente non mi ricordo nemmeno più le fonti da cui presi tutte le immagini che compongono questo collage. Mi ricordo solo che i frattali li avevo creati con XaoS, mentre uno degli strati è l’illustrazione “In Utero” di Carlos Cassettari.

Il collage era stato fatto tramite il programma ArtPaint per BeOS R5. :-)

Cliccate sulle immagini per scaricare la versione a dimensione intera: 1280×1024.

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