Virtual Richard Stallman per Arch

IMG: Freedom mattersNella versione originale, è un programma per la distribuzione Debian e derivate. Serve per fare un elenco dei pacchetti installati senza licenza libera, che, per qualche ragione, sono incompatibili con le licenze libere, oppure che hanno altri problemi simili.

Il nome, si rifà ironicamente al fondatore della Free Software Foundation, Richard Stallman, noto programmatore e attivista nella promozione del software libero.

L’ho trovato sul forum principale di Arch. È uno script in python che si appoggia alla blacklist di Parabola, una derivata di Arch, che include solo software con licenza libera.

Dovrebbe funzionare su Arch e tutte le derivate.
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Copyright: “diritto d’autore”, diritto di censura – 6dof

Da Six Degrees of Freedom:

IMG: Copyright logo

Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: “La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta.” – De Civitate Dei, Agostino d’ Ippona

Per meglio comprendere i rapporti di potere racchiusi nella grande “C” cerchiata che compare sulla maggior parte dei prodotti dell’ intelletto, conviene partire da dove è più consono farlo, dalla Storia.

IMG: Maledizioni in copertina

Maledizioni in copertina, antico metodo anti-plagio ammanuense molto ripreso recentemente

Mentre nell’ antichità, anche a causa di una diffusa analfabetizzazione, raramente si è sentita la necessità di tutelare legalmente l’ autore di un opera, è in tempi abbastanza recenti e solo con l’ avvento della stampa che si inizia a parlare di “diritti di copia” (copyrights).
Nell’ Inghilterra del XVI secolo, a seguito dei nuovi mezzi di stampa “di massa” iniziarono a circolare documenti di ogni sorta in grandi quantità, talvolta riportando contenuti non graditi al monarchia dell’ epoca. Costoro ebbero quindi la bella idea di fondare una corporazione privata – la London Company of Stationer – il cui compito era controllare i testi in circolazione per approvare soltato quelli autorizzati dal governo.
Per rendere tutto perfettamente legale furono ideati, appunto, i cosiddetti copyrights, diritti di copia concessi agli editori autorizzati che diventarono così unici detentori delle nuove opere, ottenendo l’ esclusiva della stampa di queste, garantendosi il monopolio editoriale e svolgendo un ruolo inquisitorio nei confronti della libera circolazione di idee.
Il copyright, insomma, fu concepito dai governi al semplice scopo di privilegiare le case editrici ed attuare una dura censura. Continua a leggere

Lo spyware di Ubuntu: Cosa fare? – Richard Stallman

Personalmente, mi sono allontanato da Ubuntu da più di due anni, da quando si iniziava ad intuire che il loro obiettivo primario si stava spostando dalla comunità, agli affari, e Canonical iniziava a prendere come modello quello di Apple. Col passare del tempo, i sospetti sono diventati sempre più certezze.

Sullo stesso argomento di questo post, si era già espressa la Electronic Frontier Foundation: Privacy in Ubuntu 12.10: Amazon Ads and Data Leaks

Aggiornamento 11/12/2012: Ancora problemi di privacy con le Lens di terze parti. Il meccanismo di privacy nei Lens di terze parti – lffl

Aggiornamento 16/3/2013: La prossima versione di Ubuntu, la 13.04, viene sconsigliata a chi interessa proteggere la propria privacy. Da un commento di Michael Hall, sviluppatore di Ubuntu. Michael Hall: se amate la privacy non scegliete Ubuntu – lffl

Altro articolo sull’argomento: Restate pure sugli specchi, tanto Stallman ha ragione – Nella tana del coniglio

Traduco questo post dal blog di Richard Stallman sul sito della Free Software Foundation.

Lo spyware di Ubuntu: Cosa fare?

Pubblicato da Richard Stallman il 07 dic 2012, 01:53

Uno dei principali vantaggi del software libero è che la comunità protegge gli utenti dai software maligni. Ora, Ubuntu GNU/Linux è diventata un contro esempio. Cosa dovremmo fare?

Il software proprietario viene associato al trattare malignamente l’utente: codici che sorvegliano, manette digitali (DRM o Gestione delle restrizioni digitali) per limitare gli utenti e backdoor che, sotto controllo remoto, possono fare cose sgradevoli. I programmi che fanno queste cose sono malware e vanno trattati come tali. Esempi ampiamente utilizzati includono Windows, le iCose, il “Kindle” di Amazon, inceneritore di libri virtuali che fa tutte e tre le cose; i Macintosh e la Playstation III che impongono il DRM; la maggior parte dei telefoni cellulari, che spiano ed hanno backdoor; Adobe Flash Player, che spia e impone il DRM; e numerose applicazioni per le iCose ed Android, colpevoli di una o più di queste sgradevoli pratiche.

Il software libero dà agli utenti una possibilità di proteggersi da compartimenti maligni dei software. O meglio, normalmente la comunità protegge chiunque, e la maggior parte degli utenti non deve muovere nemmeno un muscolo. Ecco come. Continua a leggere

Max Stirner e la controcultura hacker – Nicola Durante

Come anticipato, pubblico il saggio sull’anti-filosofo Max Stirner, scritto da Nicola Durante. Dopo un’introduzione sul pensiero di Stirner e la terminologia da lui usata, viene messo a confronto con il fenomeno delle controculture, ed in particolare quella hacker. Verrà esaminata la sua idea di libertà, individualista e radicale, e confrontata con idea di libertà di stampo più sociale, promossa dalla Free Software Foundation, evidenziandone le differenze.

Un testo molto interessante, specialmente per le idee poco comuni contenute. È sempre necessario un notevole sforzo per potersi liberare dal pensiero comune, dalla cultura dominante e dalla tradizione. Per questo motivo, le idee espresse da chi riesce a farlo, riuscendo così ad osservare da fuori la realtà, hanno enorme valore.

Potete scaricare il saggio in formato PDF, oppure Testo semplice.

Grazie a stregaa, per avermelo passato.

Nicola Durante

MAX STIRNER E LA
CONTROCULTURA
HACKER

Prima edizione: settembre 2008

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NOTA INTRODUTTIVA

Questo breve scritto non rappresenta, come forse vorrebbe qualche lettore disattento o malizioso, un incentivo alla non-collaborazione e al solipsismo. Nella sua provocatorietà vuole invece essere uno spunto per riflettere sulla differenza che passa tra “servire” e “collaborare”. La cooperazione non è un ideale davanti al quale inchinarsi ma uno strumento indispensabile per la felicità di ognuno. Servire significa invece assecondare acriticamente qualsiasi richiesta nel nome di una causa che mai ci appartiene veramente. Se lo Stato mi chiede di uccidere ed essere ucciso in guerra, nel nome della Patria, io non ubbidirò. Se una Chiesa mi sprona a convertire con la prepotenza l’infedele, nel nome di un Dio, io non lo farò. Chiunque conosca un pò la storia e sappia osservare il presente dovrebbe rendersi conto di quante teste sono cadute e di quante ostilità sorgono tuttora nel nome delle “religioni” e dei “buoni ideali”.

MAX STIRNER E LA CONTROCULTURA HACKER
di Nicola Durante

Max Stirner è l’autore di “L’unico e la sua proprietà” il libro più scandaloso e controculturale della filosofia moderna. La controcultura hacker è un movimento con inclinazioni antiautoritarie il cui habitat è costituito prevalentemente dal mondo informatico. La propulsione del filosofare stirneriano richiama quella di ogni controcultura: liberare il singolo dalle costrizioni che ne ostacolano la volontà creativa. Il seguente studio, facendo dialogare l’unico di Stirner con la controcultura hacker, ne mette in luce non solo il momento liberatorio, individuato nella rivolta teorizzata da Stirner, ma anche quello contraddittorio, definito religioso, in cui l’individuo con la promessa di libertà viene imprigionato dallo spirito della controcultura. Continua a leggere

Libertà e software

Anche l’uso del software, di apparecchi programmati con del software, e lo scambio di dati in formato elettronico ha molto a che fare con l’etica, la politica e la libertà di una società. Libertà di circolazione delle idee, di conoscenza, e di poter aiutare le persone.

Per questo motivo esistono il software libero e le licenze di tipo copyleft (fra cui la GNU GPL), nate per garantire la libertà degli utilizzatori e dei programmatori di:

  • Eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti da voi apportati (e le vostre versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Qualsiasi software che non garantisca queste libertà, porta conseguenze antisociali. Come antisociali e liberticide sono i software e gli apparecchi che permettono l’uso di sistemi DRM (Digital Rights Management o, più correttamente, Digital Restrictions Management).

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