Omertà

Bradley Manning, ex militare, testimone dei comportamenti immorali ed illegali dell’esercito degli Stati Uniti, denuncio’ quello che sapeva, passando molti documenti incriminanti a WikiLeaks, che si occupo’ di fornirli ai maggiori organi di stampa mondiali, facendo si’ che la gente venisse messa al corrente dei crimini che i militari statunitensi ed i loro alleati stavano commettendo. Fra questi documenti, ad esempio, c’e’ il famoso filmato in cui si vedono degli aviatori, a bordo del proprio elicottero, uccidere volontariamente dodici persone, civili.

Edward Snowden, ex sistemista della NSA, testimone dei comportamenti immorali ed illegali dei servizi segreti statunitensi, denuncio’ quello che sapeva, passando molti documenti incriminanti a vari giornali mondiali, fra cui il The Guardian britannico, mostrando alla gente come i servizi segreti statunitensi pagano i maggiori provider e software house (Microsoft, Skype, Apple, Google, Facebook, Dropbox, Yahoo, Paltalk, AOL…), per spiare e memorizzare sistematicamente le comunicazioni dei propri cittadini e dei cittadini stranieri che utilizzano servizi informatici e di comunicazione statunitensi. Questi programmi di sorveglianza globale, prendono il nome di PRISM ed Xkeyscore, a cui si aggiunge il britannico Tempora, ad opera del GCHQ, i dati raccolti vengono utilizzati anche dai servizi segreti e la polizia di altri paesi alleati (ad esempio, furono usati dalla polizia neozelandese per organizzare l’incursione, poi dichiarata illegale, nella casa del proprietario di Megaupload) ed i server utilizzati per questi programmi di sorveglianza sono sparpagliati in tutto il mondo. Continua a leggere

Lavabit ha chiuso

Lavabit era un fornitore di caselle email, la cui caratteristica principale era il rispetto della privacy dei propri utenti. Di essi non veniva registrata alcuna informazione personale, indirizzo ip o log.

Ora Lavabit ha chiuso e le motivazioni sono spiegate sulla sua pagina principale.

Non e’ certo un caso che Edward Snowden utilizzasse una casella su Lavabit, per la propria corrispondenza.

Se non sapete chi sia Snowden, vi consiglio di cercare informazioni su “datagate”, “prism”, “xkeyscore”.

Miei cari utenti,

Sono stato obbligato a prendere una decisione difficile: diventare complice di crimini contro il popolo Americano oppure abbandonare dieci anni di duro lavoro chiudendo Lavabit. Dopo un difficile esame di coscienza, ho deciso di sospendere le operazioni. Mi piacerebbe poter condividere legalmente con voi gli eventi che hanno portato a questa decisione. Ma non posso. Sento che meritereste di conoscere cosa sta accadendo – il primo emendamento dovrebbe garantirmi la liberta’ di parlare in situazioni come questa. Sfortunatamente, il Congresso ha passato una legge che dice il contrario. Allo stato attuale, non posso condividere le mie esperienze delle ultime sei settimane, nonostante abbia fatto due volte le richieste necessarie.

Cos’accadra’ ora? Abbiamo gia’ iniziato a preparare la documentazione necessaria per continuare a lottare per la Costituzione nel quarto tribunale d’appello circoscrizionale. Una sentenza favorevole mi permetterebbe di riesumare Lavabit come azienda Americana.

Questa esperienza mi ha insegnato una lezione molto importante: senza l’azione del Congresso o un solito precedente giuridico, io sconsiglio fortemente a chiunque di fidarsi a lasciare i propri dati personali a qualsiasi azienda con legami fisici negli Stati Uniti.

Cordiali saluti ,

Ladar Levison

Proprietario ed operatore, Lavabit LLC

Difendere la costituzione e’ costoso! Aiutaci donando al fondo per la difesa legale di Lavabit, qui.

Aggiornamento 9/8/2013: Silent Circle, un altro fornitore di caselle email protette, decide di seguire l’esempio di Lavabit e chiude. Non mi piace questa tendenza, che mi ricorda troppo ciò che successe mesi fa dopo l’attacco a Megaupload, con numerosi siti di file-hosting che venivano chiusi o autocensurati dai propri amministratori, per paura di dover affrontare le stesse aggressioni subite da Megaupload.

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Quel brufolo rosso e grosso sull’Italia – cavallette

Sul datagate, cioe’ Prism, Xkeyscore… quelle cose la’. Alcuni suggerimenti per proteggersi un po’ (o quantomeno, rendere il rastrellamento dei dati molto piu’ dispendioso): navigare tramite vpn sicure o tor, privilegiare le connessione sicure (ssl, https, pop3s, imaps, smtps), evitare come la peste i social network (i piu’ popolari, Facebook, Google+ e’ gia’ noto che sono compromessi), i dispositivi di localizzazione (telefonietti, tablet), preferire il software libero a quello proprietario, criptarle la corrispondenza con un sistema a doppia chiave come GnuPG.

Per altri articoli a tema, suggerimenti e guide, seguite il tag privacy.

Da cavallette:

C’e’ un pallino bello grosso che copre l’Italia nella mappa dei nodi di Xkeyscore [ 1 | 2 ]. Non e’ chiaro se la mappa si riferisca alla dislocazione di server che danno accesso alla struttura, o se descriva l’ubicazione di macchine che analizzano il traffico di rete dei paesi in questione. Se la seconda e il disegnetto delle slides e’ veritiero e i servizi che l’infrastruttura dice di offrire sono realistici: deve esistere un accordo per fornire accesso ai dati relativi. Questo non puo’ avvenire senza che il governo ne sappia e ne abbia saputo qualcosa. Non si finisce nei centri nevralgici di un’infrastruttura di telecomunicazione per caso. Allora sorgono spontanee un sacco di domande. Se questo Xkeyscore si compone di qualche centinaio di macchine sparse per il globo che danno accesso all’analisi del traffico Internet di mezzo mondo, che tipi di dati fornisce l’Italia, in che modo, secondo quale accordo ? Stipulato quando e da chi ? Il problema non e’ cosa da garante della privacy, ma proprio di rapporti tra stati. Se l’Italia partecipa a questa rete di analisi del traffico a che titolo lo fa ? Modello zerbino ? Cosi’ come comperiamo degli F35 dagli stati uniti mentre chiudiamo gli ospedali e le scuole nostre ? O perche’ ci sono degli accordi sull’accesso ai dati ? Noi vi facciamo prendere le informazioni, voi alleati dell’Nsa, che spendete tanti soldini per metterli in ordine, ci fate accedere ogni tanto ? Una mano tra intelligence, sul modello della collaborazione gia’ varata con Echelon. Il BND, l’intelligence tedesca possiede un accordo simile. Prism e’ sul territorio americano, e tentano di giustificarlo con le leggi americane. Questo altro giocattolino sembra posarsi su una fitta rete di collaborazioni internazionali. O altrimenti cosa sono tutti sti pallini ? Che ruolo hanno le ambasciate USA in questa struttura ? Magari siamo noi che interpretiamo male le slides… d’altra parte se i governi non sparassero cazzate a nastro per venire sbugiardati il giorno dopo, uno non dovrebbe tirare a indovinare. E poi e’ il governo americano che mette la pulce nell’orecchio, visto che le loro dichiarazioni ufficiali sono tutte tese a giustificarsi, dicendo “Avete capito male, questo robo non serve a controllare i cittadini americani, noi controlliamo gli stranieri all’estero. Cioe’ noi non e’ che controlliamo gli americani, ma tutti gli altri”. Simpatici no ? Poi si lamentano che tutto il mondo ce l’abbia con loro. Continua a leggere

La pericolosa illusione della democrazia diretta digitale – Paolo Attivissimo

Da ZeusNews

La democrazia diretta digitale rischia di essere lo strumento perfetto per la dittatura e la manipolazione.

IMG: Stordito dalla tecnologia.

Stordito dalla tecnologia.

Se siete fra coloro che credono che la democrazia diretta realizzata tramite Internet sia la soluzione a tutti i problemi del mondo, porto dal Festival del Giornalismo una dose di realtà che vi consiglio di assumere, perché la democrazia diretta digitale rischia invece di essere lo strumento perfetto per la dittatura e la manipolazione.

Questa è, a mio avviso, una delle idee più interessanti emerse dal panel “Hacktivismo e sorveglianza digitale: le rivoluzioni combattute in rete” di Fabio Chiusi (blog ilNichilista), Arturo Filastò (Centro Hermes), Giovanna Loccatelli (giornalista e scrittrice) e Dlshad Othman (attivista siriano), il cui video è su Youtube.

Guardatevelo tutto per i dettagli, ma il concetto di fondo è questo (eventuali errori nella sintesi sono miei): in vari paesi ci sono movimenti politici che vedono nell’uso di Internet la chiave per sovvertire il sistema e istituire una democrazia diretta, snella ed efficiente, priva delle storture e corruzioni della democrazia rappresentativa.  Continua a leggere

I pericoli della sorveglianza – Neil Richards

Riporto dal sito Social Science Research Network.

Potete scaricare l’intero articolo qua (PDF di 38 pagine), oppure sulla pagina originale.

The Dangers of Surveillance

Neil M. Richards

Washington University in Saint Louis – School of Law
March 25, 2013

Harvard Law Review, 2013

Abstract: 
From the Fourth Amendment to George Orwell’s Nineteen Eighty-Four, our law and literature are full of warnings about state scrutiny of our lives. These warnings are commonplace, but they are rarely very specific. Other than the vague threat of an Orwellian dystopia, as a society we don’t really know why surveillance is bad, and why we should be wary of it. To the extent the answer has something to do with “privacy,” we lack an understanding of what “privacy” means in this context, and why it matters. Developments in government and corporate practices, however, have made this problem more urgent. Although we have laws that protect us against government surveillance, secret government programs cannot be challenged until they are discovered. And even when they are, courts frequently dismiss challenges to such programs for lack of standing, under the theory that mere surveillance creates no tangible harms, as the Supreme Court did recently in the case of Clapper v. Amnesty International. We need a better account of the dangers of surveillance.

This article offers such an account. Drawing on law, history, literature, and the work of scholars in the emerging interdisciplinary field of “surveillance studies,” I explain what those harms are and why they matter. At the level of theory, I explain when surveillance is particularly dangerous, and when it is not. Surveillance is harmful because it can chill the exercise of our civil liberties, especially our intellectual privacy. It is also gives the watcher power over the watched, creating the the risk of a variety of other harms, such as discrimination, coercion, and the threat of selective enforcement, where critics of the government can be prosecuted or blackmailed for wrongdoing unrelated to the purpose of the surveillance.

At a practical level, I propose a set of four principles that should guide the future development of surveillance law, allowing for a more appropriate balance between the costs and benefits of government surveillance. First, we must recognize that surveillance transcends the public-private divide. Even if we are ultimately more concerned with government surveillance, any solution must grapple with the complex relationships between government and corporate watchers. Second, we must recognize that secret surveillance is illegitimate, and prohibit the creation of any domestic surveillance programs whose existence is secret. Third, we should recognize that total surveillance is illegitimate and reject the idea that it is acceptable for the government to record all Internet activity without authorization. Fourth, we must recognize that surveillance is harmful. Surveillance menaces intellectual privacy and increases the risk of blackmail, coercion, and discrimination; accordingly, we must recognize surveillance as a harm in constitutional standing doctrine.