Edward Artemiev

Edward Artemiev è un compositore russo poco conosciuto. Le sue musiche più famose, sono state le colonne sonore di tre film di Andrej Tarkowskij: Solaris, Lo specchio, e Stalker.

Sono arrivato a lui, proprio cercando un pezzo che fa da sottofondo a Stalker, in una scena in cui si vedono i protagonisti fare il viaggio, con un carrello su rotaia, verso la Zona. L’album nel quale sono contenute le tre colonne sonore in questione, più una dedica ad Andrej Tarkowskij, s’intitola Solaris, The Mirror, Stalker.

È un album incredibilmente bello, che piacerà soprattutto agli appassionati di musica elettronica e psichedelica del filone dei corrieri cosmici. Tangerine Dream, Ash Ra Tempel, Klaus Schulze… I pezzi che spiccano sono il tema principale di Stalker, Meditation, Train e la sua interpretazione per Solaris di Ich ruf zu Dir, Herr Jesu Christ di Bach.

Seguite i link per ascoltarli.

Sto cercando di procurarmi l’album originale per averlo con la massima qualità, ma sembra che sia quasi impossibile trovarlo in commercio. Chi vuole ascoltarlo, potrà trovarlo nei circuiti P2P, oppure sui soliti siti di condivisione file. Su Rapidshare lo trovate diviso in due file compressi che occupano un totale di 170MB, con i brani codificati in MP3 a 320kbps.

Picnic sul ciglio della strada

Ho letteralmente divorato questo libro. È il romanzo di fantascienza da cui è stato tratto il film Stalker, ma è abbastanza diverso da esso. Il film prende spunto dall’ambientazione e da un passaggio particolare del libro, la scoperta di un oggetto leggendario in grado di esaudire i desideri inconsci e ne sviluppa un discorso parecchio sull’esistenziale. Mentre il libro, pur affrontandone il tema, è più ad ampio respiro. Riporto la quarta di copertina:

«Marmont, una cittadina industriale come tante altre. Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente. Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo “visitati” dagli extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie. Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l’altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. “Avanzi” che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti. A Marmont è nata una nuova professione, quella di “stalker”. Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente. Tenace “cercatore” dell’Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili. L’Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di “bucare” lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi – fisiche e morali – di una comunità pavida e corrotta. Questo romanzo è un gioiello della letteratura fantastica di tutti i tempi: lo “Stalker” e la “Zona” sono diventati veri e propri archetipi.»

Una delle cose più interessanti del racconto, è il rapporto fra le persone e la Zona: un luogo talmente al di fuori delle leggi fisiche conosciute, da risultare incomprensibile, spaventoso e terribilmente letale, di una pericolosità accresciuta dal non poterne percepire i pericoli. Continua a leggere

Coincidenze (Stalker)

Circa una settimana fa, Nogi mi consiglia un film intitolato Stalker, di Andrej Tarkovskij. Mi metto alla ricerca e mi accorgo che il regista è lo stesso della prima versione di Solaris, che avevo cercato invano qualche tempo fa. Venerdì 23, scrivo un post riguardo a Chernobyl. La notte di sabato 24, mi guardo Stalker. Il film è davvero notevole, sia per i dialoghi che per le ambientazioni. Bisogna soltanto abituarsi alla regia: le inquadrature sono molto lunghe (in un film contemporaneo, raramente un’inquadratura dura più di dieci secondi, in questo si arriva anche a superare il minuto), ci sono parecchie panoramiche ed alcuni passaggi un po’ disorientanti (uno di questi, a circa metà film, è davvero spettacolare). Il film dura due ore e mezza, ma superati i primi difficili minuti di ambientazione, scorre decisamente bene ed alla fine, invoglia ad una seconda visione. Magari scriverò qualcosa di più dopo averlo rivisto. Martedì 27 compro il numero di marzo di Mente & Cervello. A pagina trentotto, c’è un articolo intitolato Stalker. Non c’entra nulla con il film, infatti parla dell’ossessione verso una particolare persona, che può portare a pedinarla, chiamarla di continuo o arrivare addirittura ad aggredirla e di come questo comportamento influisca sulla “vittima”. Qualche minuto fa, su Il corriere della fantascienza, pubblicano un articolo riguardo al videogioco S.T.A.L.K.E.R., di prossima uscita, ispirato allo stesso romanzo da cui è stato tratto il film di Tarkovskj. In comune con il film, non sembra esserci molto. L’ambientazione è simile, ma con una variante: la Zona è situata nei pressi del reattore di Chernobyl. Che dire poi, di questa animazione che è stata deviation of the day su deviantART proprio questo lunedì 26?
Coincidenze… mi capitano spesso…