Chi riteniamo folle?

Prendendo spunto da un post sul blog Some1elsenotme, vorrei cercare di capire in che modo percepiamo la follia. Cioè, quali caratteristiche dovrebbe avere un comportamento, perché, da noi, sia ritenuto folle. Penso che per comprendere cosa sia la follia, sia necessario anche capire in che modo noi, presunti savi, la percepiamo. Questo è utile a metterci al riparo da illusioni e dal rimanere imbrigliati in idee preconcette.

Dato che nel post parlerò di congruenza fra l’interpretazione della realtà da parte del soggetto con quella comunemente accettata, devo prima spiegare cosa intento con realtà. Avviso che all’interno dell’articolo c’è uno spoiler sul film Memento di Christopher Nolan.

Di realtà oggettiva, ne avevo già parlato in un vecchio post. Attualmente, penso che sia un concetto in continuo divenire, che varia a seconda della cultura del momento. Siamo noi, con i nostri strumenti e le nostre conoscenze, che diamo una forma ed una definizione alla realtà. Successivamente, consideriamo la forma ottenuta, come perfettamente isomorfa con la realtà reale. Facendo questo, dimentichiamo che l’evoluzione della cultura e degli strumenti a disposizione, nel corso della nostra storia, ha cambiato continuamente la proiezione di realtà che riteniamo identica a quella oggettiva. Trascuriamo che, quanto umani, esseri viventi organici, nati in precise condizioni e luoghi e con una struttura biologica simile, siamo tutti “menti simili”. A causa di questo, abbiamo enormi difficoltà nell’accorgerci di eventuali vizi sistemici presenti all’interno dei nostri schemi mentali comunemente accettati. Questa difficoltà ci rende estremamente difficile comprendere cosa possa essere oggettivo. Continua a leggere

L’apprendimento della religione

Il ruolo della religione e dei suoi rituali nella formazione degli individui e la loro influenza sulle decisioni.

Il pensiero ed i valori di una persona sono influenzati dall’educazione ricevuta ed essa dipende direttamente dall’ambiente circostante. La dottrina religiosa di maggior diffusione in un particolare ambiente, viene sempre insegnata ai giovani dando per scontata la sua validità, al pari di qualsiasi altra materia di insegnamento.

L’educazione scolastica e l’educazione religiosa, vengono assimilate tramite i meccanismi dell’apprendimento. Non si nasce credenti, ma si viene istruiti ad esserlo.

Per un credente, un dogma ha lo stesso valore che ha un insegnamento basato sull’osservazione della realtà e su successive deduzioni ed induzioni logiche.

Al contrario, un non credente nota un evidente distacco fra i dogmi e la conseguente dottrina che si appoggia ad essi, e la realtà tangibile ed esperibile. Il dogma, per definizione, non deve essere dimostrato e non ha bisogno di essere compreso. Un non credente, riterrà sbagliato che dei concetti che non trovano riscontro nella realtà, abbiano la stessa considerazione di altri. Appariranno come delle idee cresciute in aria, slegate dal terreno della realtà, ma sulle quali verrà poi edificato un sistema di pensieri e valori che influenzeranno significativamente il comportamento dell’individuo. Continua a leggere