Prendendo spunto da un post sul blog Some1elsenotme, vorrei cercare di capire in che modo percepiamo la follia. Cioè, quali caratteristiche dovrebbe avere un comportamento, perché, da noi, sia ritenuto folle. Penso che per comprendere cosa sia la follia, sia necessario anche capire in che modo noi, presunti savi, la percepiamo. Questo è utile a metterci al riparo da illusioni e dal rimanere imbrigliati in idee preconcette.
Dato che nel post parlerò di congruenza fra l’interpretazione della realtà da parte del soggetto con quella comunemente accettata, devo prima spiegare cosa intento con realtà. Avviso che all’interno dell’articolo c’è uno spoiler sul film Memento di Christopher Nolan.
Di realtà oggettiva, ne avevo già parlato in un vecchio post. Attualmente, penso che sia un concetto in continuo divenire, che varia a seconda della cultura del momento. Siamo noi, con i nostri strumenti e le nostre conoscenze, che diamo una forma ed una definizione alla realtà. Successivamente, consideriamo la forma ottenuta, come perfettamente isomorfa con la realtà reale. Facendo questo, dimentichiamo che l’evoluzione della cultura e degli strumenti a disposizione, nel corso della nostra storia, ha cambiato continuamente la proiezione di realtà che riteniamo identica a quella oggettiva. Trascuriamo che, quanto umani, esseri viventi organici, nati in precise condizioni e luoghi e con una struttura biologica simile, siamo tutti “menti simili”. A causa di questo, abbiamo enormi difficoltà nell’accorgerci di eventuali vizi sistemici presenti all’interno dei nostri schemi mentali comunemente accettati. Questa difficoltà ci rende estremamente difficile comprendere cosa possa essere oggettivo. Continua a leggere